Viterbo – (g.f.) – Chicco Moltoni, il consiglio comunale che deve fare? L’argomento si trascina da tempo.
C’è in sospeso un punto sull’incompatibilità dell’esponente Gal per la vicenda Cev. Rinviato da mesi, tanto che la prefettura ha avviato un proprio procedimento al tribunale civile di Roma. Perché a palazzo dei Priori è tutto fermo.
Stamani per capire il da farsi, riunione in prima commissione. Inutile. Persi in un mare di carte, provvedimenti e ipotesi. Tante ipotesi.
In consiglio comunale è stato deciso di chiedere un parere legale. Ancora non c’è e nemmeno è stato affidato. La delibera è alla firma.
Quindi la domanda sorge spontanea: “L’avevamo chiesto in consiglio il parere – osserva Paolo Simoni (Oltre le mura) – oggi che ci stiamo a fare?”. Non si sa.
“Stranamente sono d’accordo con Simoni – incalza Claudio Ubertini (FI) – oggi la commissione è stata convocata per avere lumi sul parere legale eventuale, perché domani l’argomento è al primo punto all’ordine del giorno. Ma non essendoci il parere, che ci stiamo a fare? Chiudiamola qui”.
Meglio sarebbe stato non aprirla proprio, dal momento che tra gli obiettivi c’era quello di farsi consegnare la documentazione in possesso degli uffici.
Non è successo.
Che non si sapesse a quale santo votarsi si è capito di buon mattino. Commissione convocata alle 9.30. Non ci sono i dirigenti. Nemmeno gli atti e i documenti manco. Si perde tempo.
La seduta inizia alle 10.30 tanto per farla cominciare. Subito sospesa, abbondante pausa caffè, poi, quando sono ormai le 11 si comincia. Sono arrivati i dirigenti Rossetti Celestini.
Si discute per un’ora. Su tutto e su nulla. Manca il parere. Su Moltoni. Sulla commissione, invece, c’è. Inutile.
