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“Nessuna violenza sessuale”

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Un'aula di tribunale

Un’aula di tribunale

Orte – (s.m.) – Condannato a cinque anni per violenza sessuale. Ma lui si difende: “E’ stato un rapporto sessuale consenziente”.

Non ha mai ammesso di aver stuprato la cugina il 32enne ivoriano arrestato nel settembre 2014 dai carabinieri di Orte.

I suoi avvocati Salvatore e Federico Sciullo hanno fatto appello per provare a sovvertire una sentenza di primo grado che, per loro, non rispecchia la realtà.

Nessuna violenza, secondo i legali e il trentenne, che davanti al giudice, prima della condanna, sciorinò tutto il suo curriculum pieno di missioni umanitarie, diplomatiche e borse di studio all’estero, rivendicando l’appartenenza a un alto lignaggio sociale che mai gli avrebbe permesso anche solo di concepire l’idea di violenza sessuale. Quel rapporto, come lo definisce la difesa, si sarebbe quindi consumato del tutto volontariamente in quell’appartamento, salvo poi provocare la brusca marcia indietro della ragazza, per vergogna e senso di colpa verso famiglia e fidanzato. Un dietrofront, secondo i legali, che per essere ancor più convincente, necessitava di un atto forte. Quindi dell’intera trafila denuncia, arresto, indagine e processo. 

Lei, 22enne all’epoca, fu trovata in stato di shock dai carabinieri. Chiusa in una stanza dopo essere riuscita a divincolarsi e a chiedere aiuto. Gli shorts strappati. Gli slip sporchi di sangue. Era la prima volta che incontrava il cugino: quei giorni era ospite a casa della zia, madre dell’imputato, che avrebbe approfittato di un momento in cui erano soli per scagliarlesi contro.

Al pm Renzo Petroselli, titolare delle indagini, la ragazza raccontò che lui non sarebbe stato nuovo a questo tipo di approcci forzati con le donne: ascoltata dal magistrato, disse che era stato lui a raccontargli di aver violentato un’altra ragazza quando viveva all’estero.

Sia l’imputato che la cugina, adesso, aspettano il processo d’appello. 


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