Nepi – Ha reso possibile ciò che fino a ora era impossibile.
L’avvocato Ilaria Salamandra è riuscita a far rimanere in una casa popolare una famiglia in difficoltà economica. L’alloggio era stato occupato abusivamente, ma il Tar del Lazio gli dato l’ok. E’ la prima volta che accade.
Salamandra ha vinto una battaglia professionale, ma soprattutto umana. “L’Ater di Viterbo (la famiglia vive a Nepi, ndr) aveva inviato una misura d’allontanamento forzato – spiega l’avvocato -. Ma incredibilmente il Tar ha pensato prima agli interessi della famiglia che a quelli dell’azienda, sospendendo il provvedimento“. La decisione è stata presa ieri mattina.
La casa viene occupata da una mamma 42enne e dai due figli di 20 e 22 anni che erano stati sfrattati dall’appartamento in cui vivevano. La decisione, dopo due notti passate a dormire in strada.
Prima di arrivare a Nepi, i tre trotterellano per tutta Italia: da Caserta a Roma, da Castel sant’Elia a Civita Castellana. Mai un posto fisso: vivono dove trovano lavoro. “Campano di lavori saltuari e quando capita la mamma fa la badante. Cercano di rimanere lontani dall’illegalità, ma quando non hai un posto dove andare a dormire fai di tutto. La casa che hanno occupato era chiusa da tempo e i tre si sono subito autodenunciata all’Ater, chiedendo la regolarizzazione”.
Una scelta drammatica, ma dettata dalla necessità. La mamma e i due figli sono da soli, aiutati esclusivamente dalla Caritas di Nepi. “L’Ater non ha mai risposto alla richiesta di regolarizzazione, neppure con un: ‘Ci dispiace, ma non possiamo aiutarvi’. Anzi, oltre a intimare lo sfratto, inviava mensilmente dei bollettini da 700 euro”. Una cifra assurda e spropositata per una casa popolare.
Ieri, il Tar del Lazio ha permesso alla famiglia di rimanere nell’appartamento. Almeno fino al giungo del 2017, quando deciderà definitivamente se accogliere o meno il ricorso. “La speranza è che prima di quella data il comune di Nepi raccolga la richiesta della famiglia, che ha tutti i requisiti per vivere in quella casa”, dice Salamandra.
Dopo la decisione del Tar, le lacrime della mamma. Per la donna, quell’avvocato che le ha provate tutte – anche l’impossibile – in un attimo si trasforma in un angelo dai capelli d’oro. Prima di lei, mai nessuno era riuscito a ottenere un’ordinanza di questo tipo.
Ma per Salamandra è una soddisfazione più umana che professionale. “La vittoria non è mia ma della famiglia, che ora ha un po’ di serenità dopo anni travagliati. Mi sono tolta un bel peso dal cuore, perché so che domani la mamma e i due figli non verranno sbattuti fuori di casa”.
Ovviamente da ieri mattina il telefono dell’avvocato squilla senza sosta: sono i colleghi che vogliono complimentarsi con lei. E Salamandra ne è sicura: “La decisione del Tar apre un varco per centinaia di persone che non hanno una casa e vivono in situazioni drammatiche”.
Raffaele Strocchia

