Orte – Omicidio volontario di Giulia. Tentato omicidio dell’altro figlio di 5 anni.
C’è un’altra ipotesi di reato a carico di Mariana Golovataia, la giovane madre della tragedia di Orte Scalo.
Non solo aver ucciso la piccola Giulia, cinque mesi appena, ma anche aver attentato alla vita del suo primogenito di cinque anni il 20 luglio, in un pomeriggio di delirio, sola a casa con i bambini.
Gli inquirenti si trincerano dietro il silenzio. Nulla da aggiungere ai comunicati ufficiali dei giorni scorsi, sul ritrovamento del corpo di Giulia e sul fermo per la madre.
L’indagine in procura è sigillata, in attesa di mettere ancora più a fuoco il quadro.
Si tratta di ricostruire al millimetro gli attimi concitati di quel pomeriggio. Mariana avrebbe annegato la piccola nella vasca. Poi potrebbe aver cercato di uccidere anche l’altro figlio, con gli psicofarmaci di cui lei stessa aveva abusato per togliersi la vita o in altri modi. Tutto ancora da chiarire. Molto potrebbe dire la stessa indagata, all’interrogatorio davanti al gip per la convalida del fermo, ammesso che abbia un ricordo nitido di quei momenti terribili. Anche questo andrà verificato, ma già fin da ora, per la procura, la donna potrebbe non essere imputabile perché probabilmente incapace di intendere e di volere al momento dei fatti.
Per ora, resta piantonata all’ospedale Belcolle. Il fermo è scattato per il pericolo di fuga: la donna, originaria della Moldavia, ha molti parenti nella sua città natale. Potrebbe scappare, ma anche farsi del male o tentare di nuovo il suicidio. Il monitoraggio dei medici è continuo, come anche dei carabinieri, costantemente fuori dalla sua stanza.
Da quanto si apprende, Mariana era in cura, forse da troppo poco tempo per un malessere già evidentemente radicato, esploso in tutta la sua violenza mercoledì pomeriggio. Sulla sua depressione, si era confidata con alcuni amici, ma nessuno, neanche Mariana, avrebbe potuto forse prevedere quel crollo.
Ieri, intanto, è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Giulia dal medico legale Massimo Lancia. La morte per annegamento resta la prima ipotesi. Altre dinamiche sembrerebbero escluse, ma il consulente della procura svolgerà per precauzione altre analisi di laboratorio, prima di consegnare la sua relazione al pm, entro due mesi.
Stefania Moretti





