Viterbo – (g.f.) – Il Poggino si trasforma. Da area produttiva ad area produttiva ecologicamente attrezzata, Apea. Acronimo dietro cui si nasconde un’occasione di crescita e sviluppo sostenibile ecologicamente, della zona a nord di Viterbo.
Il punto della situazione, oggi in sala del consiglio comunale. Il regolamento è pronto. “Presto arriverà il bando – anticipa l’assessora all’Urbanistica Raffaela Saraconi – per accedere ai fondi. Uscirà a ottobre”.
Gli interventi sono tutti da scrivere, ma il comune ne ha già individuati alcuni. Si parte dalla viabilità, riqualificando l’esistente, ma realizzando pure nuovi collegamenti. Non solo Poggino, Cassia, Ciprovit. C’è tutta l’area ex fiera di Viterbo oggi isolata.
L’idea è una viabilità che agevoli chi deve spostarsi da una parte all’altra e che già oggi ha problemi e togliere la zona più a nord dal suo isolamento.
L’asse centrale del Poggino, poi, sarà riqualificato, attrezzato con percorsi pedonabili e ciclabili, pensiline fotovoltaiche, colonnine per la ricarica d’auto elettriche.
In via Mainella, nell’area di proprietà comunale, un centro polifunzionale e un asilo nido. Sono prime ipotesi di progettazione, molte delle proposte arriveranno dagli stessi imprenditori. Finora a palazzo dei Priori hanno raccolto 25 questionari.
“Quella cui il comune ha pensato – osserva Saraconi – è un’Apea diffusa, che possa comprendere anche aziende al di fuori delle aree individuate, Cassia sud o Tuscanese, ad esempio”.
I fondi cui accedere tramite bando, andranno per riconversione delle zone produttive in ecologicamente attrezzate, quindi il contenimento dell’uso d’energia, trattamento acque reflue e, rifiuti ed economia circolare, dove le stesse imprese entrano in simbiosi.
Area produttiva e non solo. In comune puntano anche a inserirsi nel programma di riqualificazione delle periferie.






