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Strage di Dacca, uccisi 9 sospetti militanti Is

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Strage di Dacca - I terroristi

Strage di Dacca – I terroristi

Nadia Benedetti

Nadia Benedetti

Strage a Dacca - Il blitz delle teste di cuoio

Strage a Dacca – Il blitz delle teste di cuoio

Strage a Dacca - Il blitz delle teste di cuoio

Strage a Dacca – Il blitz delle teste di cuoio

Strage di Dacca- I nove italiani uccisi dai terroristi islamici

Strage di Dacca- I nove italiani uccisi dai terroristi islamici

Dacca – Nove presunti militanti dell’Isis sono stati uccisi dalla polizia a Dacca. Sono sospettati di aver collaborato a organizzare l’attentato in un ristorante il primo luglio scorso, in cui persero la vita nove italiani tra cui l’imprenditrice viterbese Nadia Benedetti.

Il blitz contro quella che la polizia ritiene una cellula Isis è scattato la scorsa notte. Due ore di scontro a fuoco e, infine, nove persone uccise e un ferito arrestato. 

Secondo il capo della polizia nazionale, i dieci presunti islamisti erano inquadrati nell’organizzazione estremista locale “Jamayetul Mujahideen Bangladesh” (Jmb) e sarebbero responsabili della strage del primo luglio al ristorante Holey Artisan Bakery di Dacca.

A far scattare l’operazione, l’attacco subìto dagli agenti della polizia locale con bombe a mano lanciate dai jihadisti nell’area di Kalyanpur. Le forze dell’ordine hanno contrattaccato, coordinate dal battaglione di intervento rapido Swat e dalla polizia locale, in un quartiere residenziale di Dacca.

I poliziotti hanno trovato appunti sull’organizzazione di un nuovo attentato, armi, esplosivi e libri sulla jihad. 

Venti in tutto le vittime del massacro all’Holey Artisan Bakery di Dacca. Nove erano italiani. Tra loro anche l’imprenditrice viterbese Nadia Benedetti, titolare di un’azienda tessile. Quel giorno era a pranzo con i suoi colleghi quando il commando di cinque terroristi fece irruzione nel ristorante al grido di “Allahu Akbar!”. L’autopsia sui corpi delle vittime ha ricostruito una cronaca atroce: torturati, mutilati, nessun colpo di grazia. Nessuna pietà mentre i terroristi chiedevano di recitare versetti del Corano, senza risparmiare neppure chi li conosceva o chi, come un giovane musulmano, decise di restare nel ristorante per non lasciare sole le sue amiche. 

La notizia del blitz segue quella dell’arresto di tre persone che avrebbero aiutato i terroristi ospitandoli in casa senza comunicarlo alle autorità, come prevede la normativa antiterrorismo del Bangladesh. Uno è un professore universitario. Gli altri due fanno parte del suo team. 

 

 

 

 


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