Viterbo – Terme dei Papi, respinta la richiesta di sospensiva.
Sulle acque termali, il Consiglio di Stato lascia tutto com’è. Non è stata accolta la richiesta di sospensiva della famiglia Sensi, che gestisce il polo termale in strada Bagni.
I Sensi chiedevano di sospendere gli effetti della sentenza di primo grado del Tar, che dava ragione al comune confermando la delibera della discordia. Quindi, i 23 litri d’acqua al secondo per le Terme dei Papi.
Una quantità ai minimi termini per Fausto Sensi: “Di fatto – spiega l’imprenditore – la delibera resta comunque inapplicata perché il comune sa perfettamente che con soli 23 litri d’acqua al secondo chiuderemmo i battenti. Sono del tutto insufficienti per garantire alle terme di svolgere la loro attività”.
Fin dalla prima ora Sensi si era detto determinato a ricorrere al supremo organo di giustizia amministrativa dopo la sentenza di primo grado. “Il ricorso al Consiglio di Stato è imprescindibile – dichiarava all’indomani della pronuncia del Tar -. Abbiamo tante persone da difendere. Attualmente ce ne sono 178, tra dipendenti e liberi professionisti, che lavorano nello stabilimento e non voglio pensare che possano rischiare il posto. Ci impegneremo perché questo non accada mai. Sarebbe una catastrofe per la città e per tutti”.
L’ultimo atto del tira e molla sulle quantità di acqua da destinare alle Terme dei Papi arriverà solo con la pronuncia nel merito del Consiglio di Stato. Quella definitiva. “Non conosciamo ancora la data – spiega Sensi -. Sulla sospensiva, non ci aspettavamo niente di diverso. Eravamo 51esimi, nell’elenco delle udienze. Questo la dice lunga sul carico di lavoro disumano dei giudici e sul fatto che non avrebbero mai potuto esaminare tutte le carte approfonditamente. Aspettiamo la decisione nel merito“.
