Roma – Morti lentamente, nessun colpo di grazia.
Sono agghiaccianti i primi esiti dell’autopsia effettuata al Gemelli di Roma sulle nove vittime italiane della strage a Dacca.
Sui loro corpi, tagli provocati da armi affilate, probabilmente machete, tracce di proiettili ed esplosivo.
Sono stati torturati, mutilati.
Una morte atroce per i nove connazionali vittime dell’efferata violenza del gruppo di terroristi che hanno fatto irruzione nel ristorante dove stavano trascorrendo una serata come tante.
Le nove salme sono rientrate ieri in Italia. Con un volo di Stato all’aeroporto di Ciampino, dove ad attenderli c’erano i familiari insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro agli Esteri Paolo Gentiloni.
Poi lo spostamento al Gemelli per il riconoscimento e quindi stamani l’autopsia.
Ultimo pietoso passaggio, prima delle cerimonie funebri. Per Nadia Benedetti, venerdì alle 10.30 alla Trinità.


