Viterbo – Traffico di migranti, 38 fermi.
Scoperta un’organizzazione criminale transnazionale che avrebbe organizzato il traffico di migranti e di droga.
Dalle prime ore del mattino la Polizia sta eseguendo, in diverse città italiane, 38 fermi emessi dalla Dda di Palermo, nell’ambito dell’operazione Glauco, nei confronti di altrettanti indagati ritenuti appartenenti a una rete criminale transnazionale dedita al traffico di migranti. Eseguito un fermo dagli uomini della mobile di Viterbo in un paese della provincia.
Hanno collaborato per l’individuazione del network criminale gli agenti di polizia nelle province di Viterbo, Palermo, Roma, Agrigento, Catania, Trapani, Milano, Lecco, Macerata e Genova.
Complessivamente sono 23 le persone finite in manette, altri 15 sono irreperibili.
Gli indagati fermati oggi sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, all’esercizio abusivo dell’attività di intermediazione finanziaria, nonché di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, tutti aggravati dal carattere transnazionale del sodalizio criminoso.
Individuata a Roma la centrale delle transazioni finanziarie, in un esercizio commerciale in cui sono stati sequestrati 526mila euro e 25mila dollari in contanti, oltre a un libro mastro riportante nominativi di cittadini stranieri e utenze di riferimento.
Decine di migliaia di migranti, in base a quanto emerso dalle indagini, sono stati portati in Italia da una pericolosa organizzazione criminale transnazionale.
Le indagini hanno permesso di evidenziare diverse modalità utilizzate dal sodalizio per far arrivare i migranti sul territorio nazionale, non solo via mare ma anche tramite falsi ricongiungimenti familiari.
È emerso, inoltre, che i principali indagati gestivano anche una fiorente attività di traffico internazionale di stupefacente del tipo catha, droga importata dall’Etiopia, inserita per la legislazione italiana tra le droghe pesanti.
Lorenzo Galeotti
