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Traffico di migranti, a Orte uno dei fermi

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Traffico di migranti, 38 fermi

Traffico di migranti, 38 fermi

Traffico di migranti, 38 fermi

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Viterbo – A Orte uno dei fermi per traffico di migranti.

Gli agenti di polizia della squadra mobile di Viterbo, coordinati da Fabio Zampaglione, lo hanno cercato per due giorni e due notti prima rintracciarlo e bloccarlo nella sua casa di Orte.

S.M, operaio etiope dell’80, è tra i 38 fermi del blitz scattato alle 4 di lunedì mattina che ha portato a scoprire un’organizzazione criminale transnazionale che ha organizzato il traffico di migranti e di droga.

Provvedimenti emessi dalla Dda di Palermo, nell’ambito dell’operazione “Glauco 3” nei confronti di altrettanti indagati, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, all’esercizio abusivo dell’attività di intermediazione finanziaria, nonché di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti.

Tutti aggravati dal carattere transnazionale del sodalizio criminoso.

Gli agenti di Viterbo, dopo aver ricevuto il via dai colleghi siciliani, si sono messi sulle tracce del 36enne. Due giorni e due notti di lavoro no stop prima di risalire al suo ultimo domicilio a Orte.

Individuata la casa, è scattato il blitz, in concomitanza con quello nazionale.

Gli agenti hanno  perquisito l’abitazione trovando anche un quantitativo di droga simile a quella in uso al sodalizio criminale.

L’uomo è ora al carcere di Mammagialla in attesa della convalida del fermo da parte del gip, su richiesta del pm Tucci.

Hanno collaborato per l’individuazione del network criminale gli agenti di polizia nelle province di Palermo, Roma, Agrigento, Catania, Trapani, Milano, Lecco, Macerata e Genova.

Individuata a Roma la centrale delle transazioni finanziarie, in un esercizio commerciale in cui sono stati sequestrati 526mila euro e 25mila dollari in contanti, oltre a un libro mastro riportante nominativi di cittadini stranieri e utenze di riferimento.

Decine di migliaia di migranti, in base a quanto emerso dalle indagini, sono stati portati in Italia dalla pericolosa organizzazione criminale transnazionale.

Le indagini hanno permesso di evidenziare diverse modalità usate dal sodalizio per far arrivare i migranti sul territorio nazionale, non solo via mare ma anche tramite falsi ricongiungimenti familiari.

Dietro a questo traffico ci sarebbe anche quello di organi di migranti che, in base a quanto ricostruito, non ce la facevano a pagare e venivano uccisi ancor prima di cominciare la traversata in barca.

Un aspetto che è comunque al vaglio degli investigatori.

Accertati anche affari d’oro anche con la droga.

Sui barconi, a quanto pare, insieme alle migliaia di persone spedite dalla Libia, i trafficanti facevano arrivare anche droga, del tipo “catha”, droga importata dall’Etiopia, inserita per la legislazione italiana tra le droghe pesanti.

 


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