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“Tusciaexpo è fallita”

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Giulio Marini

Giulio Marini

Viterbo – “Tusciaexpo è fallita”. Cronaca di un finale scontato.

L’annuncio funebre e funesto per i creditori, arriva da Giulio Marini (FI). La società nata per assecondare i sogni di gloria del capoluogo, proiettato verso lo scintillante mondo delle fiere, sarebbe arrivata al capolinea e stavolta in modo definitivo.

“Il tribunale – sottolinea Marini – ha dichiarato il fallimento”. Del polo fieristico alla Volpara restano le chiacchiere, tante, e nulla più. Forse qualche debito.

Che il destino fosse segnato, era chiaro da anni. Prima la regione, poi la provincia, deliberano l’uscita dalla società. L’ultimo ente a farlo, nel 2013, il comune. Targato Marini.

Poi arriva Michelini e tenta di salvarla. Con un progetto ambizioso. Utilizzare la società, o quel che ne resta, per lanciare un grande centro agroalimentare alla Volpara. Iniziativa che non ha fatto centro. Di grande, solo la delusione.

“Prima la regione – ricorda Marini – con la presidente Polverini, decide d’uscire da tutte le partecipate, quindi a cascata anche Tusciaexpo. La provincia segue a ruota, era rimasto il comune di Viterbo.

A marzo 2013 il consiglio delibera la dismissione delle quote. In pratica, avviando il percorso del fallimento.

Ricordo che gli allora consiglieri d’opposizione Pd chiesero anche d’inserire l’azione di responsabilità verso gli amministratori della società”.

Fallimento, perché la liquidazione è sempre stata un’opzione complicata, per effetto di partite di denaro anche con la regione.

L’arrivo del centrosinistra al governo della città però cambia, almeno apparentemente le carte in tavola.

“Michelini sindaco blocca il procedimento – prosegue Marini – per utilizzare la società in un progetto alla Volpara, un centro agroalimentare.

In tribunale evidentemente, a fronte della richiesta da parte dell’amministrazione si fermano. In attesa di capire il da farsi.

Ma in tre anni nulla succede”. Fino a oggi, col fallimento.

Della società e di un progetto a lungo rincorso. “Mi domando solo – conclude Marini – che ne sarà adesso della delibera di consiglio comunale e dell’azione nei confronti del consiglio d’amministrazione chiesta allora dal Pd”.

Giuseppe Ferlicca


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