Viterbo – “Un’imprenditrice capace e di buon animo”. Il ricordo di Nadia Benedetti corre sui social network. Su Facebook e Twitter i messaggi di chi conosceva l’imprenditrice uccisa nell’attentato a Dacca. Come quello di Pirro Baglioni: “La conoscevo dagli anni ’70 – scrive -. Una persona capace e di buon animo. Una persona abituata a girare il mondo e a fare l’imprenditrice in terre lontane, per portare avanti l’azienda di famiglia nel settore tessile”.
Nadia aveva 52 anni e si trovava a Dacca per conto della Bengler BV srl, con sede sulla Cassia Nord. Era anche manager della StudioTex Limited, azienda con sede a Londra e succursale proprio nella capitale bengalese. E’ stata uccisa mentre era seduta al tavolo dell’Holey Artisan Bakery, insieme ad altri otto italiani.
Non era sposata e non aveva figli. La sua, un’intera vita dedicata a lavoro. Come racconta Max Aramini, il pianista che accompagnava Nadia nelle esibizioni al karaoke nel ristorante del fratello Paolo. “E’ stata giustiziata in quanto occidentale, cristiana e quindi infedele – lo sfogo di Aramini -. Hai trascorso 20 anni della tua vita in quel paese sacrificando la famiglia e gli affetti, ma ogni volta che tornavi eri sempre felice. Tornerai anche stavolta, ma non sarà come sempre. Ciao dolce e bella amica mia. Canteremo ancora insieme le canzoni del Califfo perché un giorno ci rincontreremo”.
Viterbo si è stretta intorno allo strazio della famiglia, in particolare di mamma Rosarita. E in città sono ancora tutti increduli. Il sindaco Leonardo Michelini ha proclamato una giornata di lutto cittadino e un minuto di silenzio. Dolore è stato espresso anche da Nicola Zingaretti. “Una tragedia immensa – scrive il presidente della regione Lazio -. Un dolore che colpisce il mondo e in particolare il nostro paese e anche la nostra regione. E’ stato un inumano e insensato attacco, ma l’odio e il terrore non vinceranno mai”.
Cordoglio anche dalla questura di Viterbo che, dalla propria pagina Facebook, ricorda Nadia come una “donna coraggiosa”. Poi il monito: “Contrastiamo la barbarie di tutti gli estremismi che vigliaccamente tentano di separarci dalla nostra stessa natura, quella umana. Cerchiamo, anche in questi momenti terribili, la forza e la volontà di sconfiggere tanta ferocia tenendoci stretti e lottando per quei valori condivisi e ispirati all’idea di pace e civiltà”.
Oltre a Nadia e ad altri otto italiani, nella strage di Dacca hanno perso la vita altre undici persone. Un attentato che ha sconvolto il mondo intero. “Mi dispiace molto per loro – scrive da Manchester Runu Kazi -. Vi dico solo di giudicare e odiare la reazione, non la religione. Perché i killer non sono umani, altro che religiosi. Nell’Islam è vietato uccidere. Se uccidi una persona è come se avessi ucciso tutta l’umanità. Non saranno perdonati”.
Raffaele Strocchia






