Caprarola – 103 anni (e due giorni). Un traguardo a cui pochi arrivano.
Tra loro, nonno Venanzio Ferri. Tra i più longevi della provincia. Classe 1913, caprolatto doc e fondatore del ristorante “La bella Venere”, sulla sponda caprolatta del lago di Vico.
Il 9 agosto, insieme alla sua famiglia e al nipote che porta il suo stesso nome, ha spento 103 candeline. Una vita lunga ma soprattutto piena.
Ferri intraprende l’attività commerciale sul finire della seconda guerra mondiale. Dopo il matrimonio, mette in piedi un pastificio che viene distrutto da un incendio. Il conflitto che infuria ancora completa l’opera di devastazione: dopo il bombardamento del ponte che collega Ronciglione e Caprarola, Venanzio non può più viaggiare da un paese all’altro per portare alla posta i prodotti da spedire.
Si tratta di rimboccarsi le maniche e ricominciare. Nonno Venanzio non molla: apre un altro pastificio per poi prendere le redini della trattoria di famiglia. Da qui all’idea della trattoria in riva al lago è un attimo: “La bella Venere” nasce sul finire degli anni Cinquanta. Un progetto sul quale nessuno avrebbe scommesso, soprattutto per la zona impervia e ancora senza elettricità in quegli anni.
Eppure “La bella Venere” ha più di mezzo secolo di storia alle spalle e non invecchia mai. Un po’ come nonno Venanzio, ancora iperattivo in campagna a ottant’anni, patentato a novanta e con una grinta invidiabile da ultracentenario.

