Viterbo – (g.f.) – Treno che prendi, ritardo che trovi.
Non c’è solo la linea da Viterbo a Roma via Bracciano, o l’altra da Civita Castellana. Pure chi parte da Orte diretto alla capitale, ha il suo bel da fare tra ritardi, cancellazioni e treni affollati.
Storia di sempre e un mal comune che non fa mezzo gaudio. Il comitato pendolari Orte si è preso la briga di monitorare una corsa in particolare, l’intercity 598 in partenza da Roma Termini alle 18.16, con arrivo a Orte alle 18.52. Circa. E due minuti dopo, sempre circa, in partenza per Firenze.
Uno dei treni utilizzato per rientrare dopo una giornata di lavoro. Dal 17 giugno al 5 agosto, i pendolari segnalano qualcosa come 689 minuti di ritardo accumulati. Giorno dopo giorno. Ventisei i giorni di ritardo rilevati.
Si va dai quasi accettabili 7 minuti (quattro volte) ai ben più significativi 94 minuti. Oltre un’ora e mezza per guasto al nodo di Roma Termini, come segnalano i viaggiatori. Il 12 luglio se lo ricorderanno in molti.
Non male pure i 40 minuti di ritardo il 17 e 22 giugno, per partenza in ritardo da Termini e questioni di precedenze. Il 25 dello stesso mese si torna a salire: 87 minuti. “Percorre la linea storica – riportano i pendolari – dopo avere maturato 45 minuti di ritardo”.
Cinquantaquattro minuti, invece, si accumulano il 4 luglio per ritardo nella preparazione del treno, problema che si ripropone anche il giorno dopo, il 5 luglio (19 minuti), il 7 (37 minuti) e addirittura 49 minuti il 21 luglio. Sarà stata una preparazione particolarmente accurata.
Quando non ci sono guasti, c’è sciopero. Il 24 giugno, sempre secondo il monitoraggio del comitato pendolari Orte, 37 minuti. E se è la somma che fa il totale, a conti fatti, 689 minuti di ritardi. Buon viaggio.

