Tuscania – (s.m.) – C’è un indagato a piede libero per l’omicidio di Angelo Gianlorenzo.
E’ Aldo Sassara, agricoltore sui 75 anni, cognato dell’83enne trovato morto il 14 agosto nel suo terreno a Tuscania.
Secondo gli investigatori, i rapporti tra i due erano tesi da tempo, tanto da finire più volte in tribunale davanti al giudice civile per questioni di confini e terreni. Per entrambi la campagna era tutto. Gianlorenzo e Sassara trascorrevano parecchie ore al giorno nei loro campi confinanti in località Castellaccio. Una zona isolata, dove l’assassino ha potuto agire del tutto indisturbato. Nessun testimone. Nessuno che abbia sentito l’83enne urlare mentre l’omicida lo colpiva alla testa con una violenza tale da fracassargli il cranio.
Il corpo è stato trovato dal figlio dell’anziano, riverso a terra supino in un lago di sangue. Erano le 12 passate di domenica mattina.
Da una prima ipotesi, sembrerebbe che Gianlorenzo fosse morto già da parecchie ore. L’83enne usciva di casa la mattina presto per andare a governare gli animali. E’ possibile che abbia trovato il suo aggressore già lì o sia stato raggiunto poco dopo il suo arrivo. C’è anche questo tra i nodi che il medico legale Maria Rosaria Aromatario dovrà sciogliere: l’ora esatta della morte. Ma anche la causa (per quanto scontata sembri) e le modalità. Quanti colpi ha inferto l’omicida all’anziano? Con che cosa? L’arma del delitto non è stata trovata. Si pensa a un qualunque oggetto contundente trovato sul posto. Un sasso o un bastone che potrebbe essere stato lanciato ovunque in quella boscaglia fitta. In pratica, come cercare un ago in un pagliaio.
Il pm Massimiliano Siddi, titolare del fascicolo per omicidio volontario, ipotizza una lite finita nel sangue. Nessuna rapina. Nessun malintenzionato incontrato per caso. La vittima sarebbe stata colpita da una persona che conosceva. Per gli inquirenti da Sassara, difeso dagli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Danilo Scalabrelli.
Sottoposto a un primo interrogatorio davanti al pm, si è avvalso della facoltà di non rispondere. A suo carico, al momento, nessuna misura cautelare. Per quanto mirati siano i sospetti degli investigatori, per ora, non c’è una sola prova a carico del cognato della vittima. Solo indizi su quei rapporti logori e quelle discussioni frequenti anche per futili motivi, ma nessun elemento sufficiente per giustificare un arresto.
La procura ha restituito la salma di Gianlorenzo ai familiari per i funerali, fissati per oggi alle 17,30 alla chiesa collegiata di Marta.



