Viterbo – (p.p.) – Cene in piazza, prova generale, nuovo percorso. E ancora: montaggio, ritiro nella sala del Conclave, Giubileo. Parole che, in questi giorni, si fanno sempre più frequenti.
Perché il tre settembre si avvicina. Gloria sta per essere trasportata in trionfo dai facchini per le vie dei Viterbo. Ed è già tempo preparasi per mettere appunto ogni dettaglio.
Massimo Mecarini, presidente del Sodalizio, ripercorre le tappe. Appuntamenti immancabili che accompagnano la festa in onore della piccola patrona.
A partire dalle cene in piazza, l’evento che più introduce all’atmosfera del trasporto. “Si svolgeranno dal 23 al 26 – dice il presidente Mecarini -. Con la solita formula: musica, spettacoli, buon cibo e solidarietà”.
Novità di quest’anno sarà la doppia processione. “Il 31 agosto, alle 21, il corpo della santa sarà portato dalla basilica alla cattedrale. Non accadeva dal 1935.
Una volta al Duomo, quindi, ci sarà una messa per celebrare il Giubileo del Facchino. I facchini di tutti i tempi, e non solo quelli presenti, sono invitati a partecipare.
Il 2 settembre, quando sfilerà il corteo storico, riporteremo il corpo nella basilica. L’iniziativa è nata nell’anno del Giubileo ed è stata presa in accordo con la diocesi con cui c’è stato un punto di incontro su questa volontà”.
Si allunga il percorso. “Ripeteremo l’esperimento di via Marconi, arrivando poi fino a piazza del Sacrario. Sempre perché siamo nell’anno del giubileo.
Saranno quasi 100 metri in più rispetto a due anni fa e 700 rispetto al percorso tradizionale. Sicuramente, faremo una fermata risalendo dal Sacrario a piazza del Teatro, perché sono 250 metri e la strada è in salita e, anche se non sembra, siamo a un dislivello di 5 metri e mezzo.
E’ necessaria dunque. Scendendo, invece, ancora non abbiamo deciso se sostare o meno”.
Niente prova sul percorso. “Si fa, di solito, quando c’è una macchina nuova. E poi è stata soddisfacente l’altra. Rivedremo sicuramente il passaggio lungo corso Italia perché con Gloria bisogna andarci cauti visto che gli spazi sono millimetrici. La sera prima del trasporto, mentre faremo la segnatura del percorso, verificheremo i punti critici”.
La giornata del tre inizierà alla sala del Conclave. “E’ lì che faremo il raduno, incontrandoci molto presto, in modo tale da poter anticipare ogni cosa per partire alle 21 in punto, come da cartellone, e non rischiare di andare lunghi.
Cercheremo quindi di fare una scaletta e concentrare i tempi, anche durante il giro delle sette chiese per essere rapidi nelle soste. Cronometro alla mano”.
Arrivati al boschetto, si ripartirà per San Sisto. “Mentre saremo in chiesa per la benedizione in articulo mortis, arriverà la fiaccola coi messaggeri. Con loro stiamo vedendo come organizzarci”.
Il 29 agosto è in programma la cena tecnica. “Definiremo, in quell’occasione, i ruoli e le competenze reparto per reparto. Poi il 28 c’è la prova generale alla ex chiesa della pace”.
Non mancheranno iniziative collaterali. “Il pomeriggio del 30 agosto ci sarà la presentazione del libro “Evviva santa Rosa” di Antonio Riccio. Invece, dal 4 settembre in poi, stiamo mettendo a punto col comune, una serie di eventi sul sagrato e cioè concerti di musica sacra e i racconti sotto la macchina”.
Sale l’attesa. “I facchini sono molto entusiasti perché rifare via Marconi con questa nuova modalità, fino a via Cairoli, riempie tutti di aspettative e orgoglio. I facchini sono molto protesi verso questa esperienza. L’ultima volta è successo nel 1952 con la macchina Salcini e Giusti.
L’auspicio è che Viterbo sia piena di devoti e turisti per far conoscere la nostra città e il nostro territorio. Il sacrificio dei facchini sarà, oltre che per santa Rosa, anche per questo”.
Infine: “Dedicheremo il trasporto a Nadia Benedetti e alle vittime del terrorismo. Per le girate – conclude il presidente Mecarini – bisogna ancora aspettare qualche giorno”.



