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Il Comune manda sul lastrico i nido convenzionati

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Bagnaia - La conferenza sugli asili nido

Bagnaia – La conferenza sugli asili nido – Da sinistra Delia Filesi del Giardino d’infanzia, Letizia Terzoli del Milù, Marzia Ridolfi ed Emanuele Fioretti dell’Arca dei bimbi
e Barbara Consalvo della Bottega dei talenti

Bagnaia - La conferenza sugli asili nido

Bagnaia – La conferenza sugli asili nido

Il nido Arca dei bimbi

Il nido Arca dei bimbi

Il nido Arca dei bimbi

Il nido Arca dei bimbi

Il nido Arca dei bimbi

Il nido Arca dei bimbi

Il nido Arca dei bimbi

Il nido Arca dei bimbi

Viterbo – (m.l.r.) – Santa Barbara o niente.

Il Comune chiude la porta in faccia agli asili nido convenzionati di Viterbo per spingere quello appena realizzato nel popoloso quartiere di Santa Barbara.

“Dove ce ne sono già due”, tuonano i rappresentanti degli asili riuniti in una conferenza stampa per fare il punto della situazione e lanciare un sos.

Per capire la sollevata di scudi degli asili nido convenzionati è doveroso un passo indietro.

“I convenzionati sono otto – spiega Emanuele Fioretti dell’Arca dei bimbi nella veste di portavoce del gruppo – e lavoriamo sul territorio dal 2003, anno in cui il Comune fece uno studio per capire le esigenze. Così a macchia di leopardo ci siamo stabiliti sul territorio per fornire tutte le zone”.

Quest’anno però le carte in tavola sono cambiate. “Il 5 marzo – dice ancora Fioretti – siamo stati convocati dall’assessora ai servizi sociali perché erano in scadenza le convenzioni che sono state rinnovate per altri tre anni”.

Peccato però senza la dovuta copertura finanziaria.

“In quell’occasione – spiega Fioretti – ci hanno semplicemente detto che la graduatoria sarebbe andata a premiare la scelta dei genitori, una sorta di libero mercato che noi abbiamo accettato senza problemi ben sapendo che poteva essere un rischio. La cosa che però ci ha fatto cadere dalla sedia è stata che a graduatorie chiuse su 140 richieste di bambini da inserire nei nido a noi ne sono toccati solo 50. Perché tutto il resto è stato dirottato su quello comunale di Santa Barbara”.

Un fatto che i convenzionati hanno scoperto dai genitori dei bimbi.  “Alcuni genitori – dice ancora – ci hanno chiamato dicendo che nonostante avessero scelto una nostra struttura il comune li dirottava su Santa Barbara senza possibilità di scelta, dicendo che da noi non c’era posto. E pure i nostri nido sono vuoti”.

Gli amministratori degli asili per capire hanno iniziato a scartabellare le carte prodotte dal Comune. “Ci sono due delibere del 23 marzo la 115 e la 116 che ci hanno illuminato. La prima rinnova le convenzione, la successiva invece dirotta 40mila euro destinati ai convenzionati al nido di Santa Barbara”.

Un fulmine al ciel sereno. “Capiamo l’esigenza – continua – di aprire Santa Barbara per non perdere i finanziamenti regionali ma così rischiamo di chiudere tutti. Perché senza quei posti convenzionati per noi è la fine. Quest’anno tireremo a campare ma l’anno prossimo chiudiamo. Mettendo a repentaglio almeno tre lavoratori per ogni struttura. Che non sono pochi”.

Lo scorso anno le domande per i nido erano circa le stesse e la quota destinata ai convenzionati era il doppio.

“La verità – continua Fioretti – è che manca coraggio nel fare le scelte. Perché nessuno dice che il nido comunale ex Omni non prende bambini perché è sotto organico. Un nido che può avere 150 iscritti ne ha 20 e basta? Nessuno vuole chiuderlo ma per le casse del comune è solo un pozzo di San Patrizio.

Perché nessuno dice che quello aperto pochissimi anni fa a Monterazzano è già chiuso?

E ora con Santa Barbara rischiamo di chiudere tutti. Noi – conclude – non vogliamo creare nessun mostro, forse bastava, e credo basti ancora, gestire la situazione in modo diverso, programmare. La stessa assessora Troncarelli a giugno ha dichiarato che a ottobre avrebbe anche riaperto le graduatorie, ma con quali soldi? E pensare che in sede di bilancio alcuni consiglieri presentarono un emendamento per ridare i 40mila euro ai convenzionati. Ovviamente è stato bocciato. E ora siamo qui pronti a chiudere”.

Il disperato sos è stato lanciato dal Giardino dell’infanzia, l’Arca dei bimbi, la Bottega dei talenti, La Chiocchia, il Buon Pastore, Milù e Pollicino 1 e 2.


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