Viterbo – Più forti del vento. Forti raffiche hanno spazzato per tutta la giornata piazza San Sisto, costringendo i Fiorillo a sospendere l’assemblaggio di Gloria quando mancava la quarta parte.
Ma ieri sera, subito dopo la benedizione della santa e la deposizione della corona alla statua sopra porta Romana, ci hanno provato di nuovo. Con successo.
Video: Il montaggio di Gloria in notturna – Troppo vento per Gloria – Verso San Sisto – Parlano Ascenzi, i Fiorillo e il sindaco Michelini
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Sotto la luce di un potente faro, anche l’ultima parte della Macchina di santa Rosa di Raffaele Ascenzi, alle 23 era al suo posto.
Nonostante il vento continuasse a farsi sentire. Gloria è stata completata. Manca soltanto la statua della patrona. Sarà posizionata probabilmente entro la serata. Ormai il più è fatto.
La scelta di tentare, aiutati da due bracci meccanici, è arrivata all’improvviso, quando ormai sembrava certo il rinvio al mattino seguente. Invece, una volta conclusa la cerimonia a san Sisto, il tentativo. Per lo stupore di molti dei viterbesi ancora presenti.
Gli operai sono saliti a bordo di un cestello sorretto dalla gru, un altro, invece, ha sollevato la parte di Gloria. Lentamente, con attenzione, lottando con le folate di vento gelido, ce l’hanno fatta.
Prima, la benedizione e la corona alla statua sopra Porta Romana. Nonostante pure in questo caso il vento, il costruttore di Gloria Vincenzo Fiorillo e il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini sono saliti fin sopra la porta. In cima alle mura. È una delle novità di quest’anno.
Prima della corona, la benedizione della statua, quella destinata a sovrastare Gloria. Iniziativa partita dallo scorso anno.
Nel suo intervento, il primo cittadino ha ricordato santa Rosa, emblema per la città: “Ci dà la forza per affrontare il futuro”. Per il vescovo Lino Fumagalli, la cerimonia è un inizio.
“Cominciamo a entrare nel clima del trasporto – ricorda Fumagalli – da martedì le cene in piazza, momento d’incontro.
Ma prepariamoci spiritualmente. Ascoltando santa Rosa e quello che oggi avrebbe da dire a Viterbo”.
Poi l’invito al trasporto del corpo della santa e al Giubileo dei facchini il 31.
Diverse la autorità presenti e pure i viterbesi, nonostante il freddo. Ci sono anche le suore alcantarine. “Hanno custodito – ricorda Vincenzo Fiorillo – la statua della nostra santa in modo eccezionale.
Siamo orgogliosi di questo, era il primo anno che non tornava al capannone, ma restava al monastero”.
Poi la consegna di due bozzetti di Gloria, uno al vescovo e l’altro al questore Suraci. La benedizione, la corona e quando in molti se ne erano già andati, la decisione. A sorpresa, l’assemblaggio. La bella fine di una lunga giornata.
Giuseppe Ferlicca











