Viterbo – “Erdogan coccolato dall’Occidente”.
Quattordici. E’ il numero dei movimenti – tra partiti, associazioni, sindacati e comunicati – a scendere in piazza contro il governo Erdogan. Sit-in a piazza del Comune contro il presidente turco. L’iniziativa a venti giorni dal fallito golpe delle forze miliari.
Il sit-in contro Erdogan – slide
Davanti gli archi di palazzo dei Priori, i militanti con in mano cartelli provocatori: “Erdogan N.A.T.O. e coccolato in occidente. Vergogna”. “Erdogan rimuove 2750 giudici. Suo figlio è indagato dalla magistratura bolognese. Pronto un golpe anche a Bologna?”.
Secondo i quattordici movimenti dopo il tentativo di colpo di stato, la sospensione della convenzione europea dei diritti umani e lo stato d’emergenza stanno dando al presidente turco la possibilità di eliminare qualsiasi forma di dissenso e la produzione di idee critiche nelle università, nelle scuole e nei media.
“Magistrati, funzionari pubblici, insegnanti e giornalisti vengono licenziati – spiegano -. Alcuni incarcerati e processati. E’ ora di fermare tutto ciò con una severa denuncia e azioni che isolino il governo di Ankara, dal ritiro dell’ambasciatore alla rottura dei rapporti commerciali fino al boicottaggio dei prodotti turchi”.
Troppo, secondo i movimenti, il silenzio di Nato, Europa e Italia. “La reazione del governo italiano e dell’unione – continuano – è stata totalmente inadeguata rispetto alla gravità della situazione. C’è la necessità di non disturbare la Turchia, che per la Nato esercita la funzione di avamposto a Oriente, più che garantire i diritti umani e impedire la repressione”.
Alla fine del sit-in è stato consegnato un documento di protesta in prefettura. Sotto gli archi di palazzo del Comune la scritta: “No al guerra”, mentre in piazza sventola la bandiera del partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk).
A prendere parte all’iniziativa Rifondazione comunista, Anpi, Solidarietà cittadina, Libertà e giustizia, coordinamento scuole di Viterbo, Unicobas, Cobas, Usb, federazione Gilda-Unams, associazione Italia-Nicaragua, comitato per il no nel referendum costituzionale di Civita Castellana, circolo Prc di Civita Castellana, Arci, Flc Cgil Roma nord-Civitavecchia-Viterbo.




