Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In questa calda e sonnolenta estate, solamente il consigliere Micci sembra aver effettivamente bevuto l’elisir di lunga vita, la politica, la pozione della giovinezza, che gli fa di quanto in quanto, gettare lo sguardo sulle faccende grottane con l’ingenuità di un fanciullo.
Si perché, per quanto riguarda la spinosa questione dell’ampliamento del cimitero di Grotte santo Stefano, si tratta di una lunga marcia che dura da anni.
Più o meno dagli anni del centrodestra, quando il consigliere Micci era già nella maggioranza al governo di Viterbo e perfino, anni 2008-2013, delegato del sindaco con i risultati che, sotto gli occhi di tutti, ne hanno certamente determinato la successiva sconfitta elettorale.
Ed allora vediamo i fatti, non nella riduttiva narrazione del consigliere, ma per come si sono succeduti:
l’iter dell’ampliamento del cimitero ha preso avvio con approvazione del progetto a seguito della delibera di giunta n.429 del 23 giugno 2006, da quella data il centrodestra ed il delegato Micci in particolare hanno avuto sette anni di tempo per portare a compimento il progetto.
Ma cosa hanno fatto per tutto questo tempo?
Una richiesta continua di finanziamenti dalla Regione Lazio, mai arrivati forse per disinteresse o negligenza.
Finalmente nel 2013, sul filo di lana dell’ultima seduta della consiliatura, la classica patata bollente passata a chi avrebbe successivamente dovuto governare Viterbo, il centrodestra approva un project financing che prevedeva, tra l’altro, la manutenzione di tutti i cimiteri del Comune da parte di una sola impresa per 25 anni, in cambio dei lavori di ampliamento del cimitero di Grotte.
Un progetto impraticabile che l’amministrazione Michelini ha dovuto evitare, assumendosi l’onere di un lungo contenzioso con la suddetta impresa e ottenendo infine dal Tar del Lazio piena ragione.
Ancor più macroscopico è che le passate amministrazioni mai abbiano ottemperato a richiedere per i due precedenti ampliamenti e per il project il parere urbanistico, vale a dire l’allargamento del rispetto cimiteriale, che ora, a fondi già trovati e stanziati e lavori deliberati, blocca momentaneamente l’attesissimo inizio dell’opera.
Tutto questo il solerte consigliere Micci non lo dice.
Grotte ha bisogno di informazioni vere e confronto sincero, di speranza e progettualità, non di facile populismo e mera propaganda elettorale.
Infine, anche io auguro, e ci mancherebbe, a tutti i Grottani l’elisir di lunga vita, ma anche concretamente il quotidiano e costante impegno politico per la nostra frazione.
Mi riprometto di documentare tutte le spese che l’amministrazione Michelini ha sostenuto per eseguire i lavori nella nostra frazione in questi tre anni per poi confrontarli con il passato periodo di “massimo splendore” del consigliere Micci.
Augusta Boco
Consigliera Pd
