Viterbo – (p.p.) – “Una teca a san Sisto per esporre la macchina tutto l’anno”.
L’architetto Alfredo Passeri la definisce “un’idea allo stato embrionale”. E potrebbe essere anche il primo passo verso la realizzazione del museo delle macchine di santa Rosa.
Ci sta lavorando una commissione di esperti. L’intenzione è quella di mettere una teca a san Sisto, una sorta di impalcatura permanente, in cui esporre la macchina per tutto l’anno e dunque non solo per il periodo dei festeggiamenti dedicati alla patrona.
“Il nostro gruppo – dice l’architetto Passeri – è composto, tra gli altri, e spero di non dimenticare nessuno, da Raffaele Ascenzi, Marco Andreoli, Gianni Cesarini, Lucio Cappabianca, Angelo Russo. C’è naturalmente il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e poi i politici, l’assessore Barelli e la consigliera De Alexandris. Presenza essenziale è anche le imprese costruttrici della macchina.
Si tratta di un tavolo di lavoro creatosi diversi mesi fa e che ha tra i progetti il futuro museo delle macchine di Santa Rosa. Per arrivarci, visto che è un’operazione molto difficile, un primo passo potrebbe essere quello di collocare un contenitore nella prima stazione del trasporto e cioè a piazza san Sisto. La macchina potrebbe starci protetta ed essere ben visibile e visitabile. L’abbiamo semplicisticamente chiamata teca. Sarebbe in definitiva una grande vetrina”.
Si dovrà arrivare a un concorso di idee. “Stiamo cercando di costruire un bando e ragionare anche in termini economici per capire se e come si può fare. Le dimensioni saranno poco più di quelle della macchina, per evitare che risulti troppo invasiva, e si può smontare. Dobbiamo capire come muoverci. Sono idee embrionali su cui stiamo ragionando”.
E capire poi se possa trovare il consenso della città. “Non tutti i viterbesi saranno d’accordo, perché molti di loro sono abituati “alla sorpresa” di vedere e scoprire la macchina prima del trasporto. Di viverla in un giorno solo. Per loro, sarebbe un cambiamento radicale. Sono viterbese d’adozione, so comunque quanto i viterbesi siano, giustamente, gelosi delle loro tradizioni. Quella di avere la macchina solo il tre settembre è un’idea forte e radicata.
Non si tratterà di convincerli, ma di avere la possibilità di far capire che, siccome la macchina è un patrimonio di spiritualità e qualità architettonica straordinaria che tutto il mondo riconosce, sarebbe bello che l’efficacia di quel giorno durasse più a lungo. Porterebbe turismo e aprirebbe a nuove possibilità economiche e culturali”.
La teca è dunque l’ipotesi di lancio per la realizzazione del museo. “Il tassello iniziale per arrivare a costruire il futuro museo delle macchine degli ultimi venti anni”. Ancora da definire la collocazione della struttura. “Ci sono varie ipotesi. Intanto, bisognerà trovare un’area che non sia troppo lontana dal centro. Vedremo. L’amministrazione ci sta dando una grossa mano e abbiamo tutti gli elementi per tirare fuori, a breve, un documento che sintetizza tutto. Siamo ottimisti e fiduciosi.
Noi che facciamo parte del tavolo, ne parliamo, perché vogliamo che quante più persone vengano informate su quello che stiamo facendo. Non ci piace lavorare nelle stanze segrete. Anzi, tutto il contrario. Vorremmo che la nostra fosse una casa di vetro – conclude Passeri… – Come la teca”.
Pollice all’insù per il presidente del Sodalizio Mecarini. “E’, tra le altre, un’idea che ha lo scopo di lasciare la macchina a san Sisto per tutto l’anno. Una buona idea, vedremo il da farsi. Il problema sta per lo più nei fondi. Ci lavoreremo. Prima di arrivare a una cosa del genere faremo tutti i passi e prenderemo le dovute cautele anche per capire come reagirà la gente”.
In linea anche l’assessore Giacomo Barelli. “Abbiamo fatto un lavoro già da qualche mese con una commissione che si è insediata in comune e che è completa. Siamo arrivati, anche grazie all’architetto Passeri, a delineare alcuni passi per addivenire, un giorno, al museo delle macchine.
Una delle prime mosse, ci è sembrata proprio quella di poter indire, attraverso delle risorse di circa 15mila euro, un concorso di idee per “musealizzare” la macchina che viene trasportata dai facchini. Costruire un grande spazio espositivo a san Sisto che possa contenerla.
Stiamo lavorando, in particolare, per redigere dei punti fermi da dare a chi farà uscire il bando. Sarà il primo passo verso un’opera più importante che è il museo e una grande soddisfazione riuscire ad avere visibile per tutto l’anno la macchina di Santa Rosa.
E’ fondamentale che si possa ammirare questo patrimonio e non solo nei giorni di settembre. Vederla in movimento è di certo la cosa più importante, ma poterla osservare sempre, sarebbe un grande passo avanti per la città”.
