Viterbo – Il disastro della Roma Nord finisce sul Corriere della sera.
Sull’edizione online del 19 agosto la linea ferroviaria che collega Viterbo alla capitale fa parlare di sé e non bene.
“Due cantieri-beffa, treni vecchi di trent’anni – scrive il giornalista del Corriere -, una lista inesauribile di corse soppresse, un capolinea che somiglia a un tugurio marcescente. Il resto è solo nero della polvere che opacizza ogni superficie e ruggine marrone che si nutre dei vagoni. È la Roma-Viterbo, la Roma-Nord storicamente, la prima delle ferrovie ex concesse – gestione Atac, proprietà Regione – su cui inizia il nostro viaggio estivo sulle rotte infernali. All’amaro ritratto – si legge ancora – si aggiunge il trucco per non pagare il biglietto in stile guerriglia urbana. La tratta si presenta già con un biglietto da visita da vergogna capitale, piazzale Flaminio, dove i mezzi partono in direzione di Civita-Castellana. Un capolinea condiviso con la metro A, un’area di assoluto degrado sotto gli occhi di pendolari e migliaia di turisti (accanto a piazza del Popolo e Villa Borghese). Un suk infinito di bancarelle abusive in barba anche alla sicurezza, pezzi di stazione spaccati con discariche interne, dove regna su tutto l’odore di urina”.
Una denuncia non proprio nuova. I pendolari che ogni giorni viaggiano su questa tratta più volte hanno denunciato lo stato di abbandono dei treni e l’incuria in cui è stata lasciata la linea. Pochi giorni fa il presidente Zingaretti ha annunciato fondi del Cipe per ammodernare la tratta ma ” i pendolari – si legge ancora nell’articolo del Corriere – credono poco visto che negli anni di promesse ne sono state fatte diverse. Alle fermate rinnovate (nuovi cartelli a Saxa Rubra, scale a Montebello) si alternano quelle da evitare (a Euclide muffa mischiata a acqua)”.
