Viterbo – (g.f.) – Chiare, (poco) fresche e (tanto) verdi acque.
Per la manutenzione delle fontane cittadine, in comune hanno, pare, affidato i lavori. Ma probabilmente si sono dimenticati di quella al Sacrario.
Strano. È bella grossa e distante poche decine di metri da palazzo dei Priori. Che passi inosservata è improbabile.
Invece, ecco lo schifo in cui versa. L’acqua non c’è. Forse perché da un lato tempo fa perdeva.
Quella poca rimasta si è trasformata in una poltiglia verde. Melma putrida, dove beatamente galleggiano bicchieri, lattine e rifiuti vari. Qualcuno ce li ha gettati. Persone evidentemente poco avvezze alla civiltà.
Ma la melma non ce l’ha buttata nessuno. Si è formata. Giorno dopo giorno. Per l’incuria in cui è stato abbandonato il monumento al paracadutista.
Succede così a Viterbo. Per una fontana pulita, un’altra è in condizioni pietose. Classico esempio di coperta troppo corta.
Fosse stata lunga, almeno si poteva coprire tutta la fontana. Togliendo dalla vista di viterbesi e turisti un angolo di caratteristico degrado.







