Viterbo – Overdose da eroina come prima ipotesi degli inquirenti. Oppure un’embolia dopo l’iniezione.
Restano queste le possibili cause della morte di Deborah Laezza, trentun anni, trovata senza vita all’alba del primo agosto
Donna trovata morta in casa – slide – video
Solo in termini di ipotesi si può ragionare attualmente: risultati certi saranno disponibili non prima di due mesi, quando il medico legale Maria Rosaria Aromatario consegnerà la sua relazione al procuratore capo Paolo Auriemma, dopo aver completato una lunga serie di esami, tra cui i tossicologici.
Dall’autopsia sul corpo della giovane donna, eseguita ieri al cimitero San Lazzaro di Viterbo, non sarebbero emerse lesioni che porterebbero a una diversa dinamica dei fatti.
Gli inquirenti indagano per morte per conseguenza di altro reato. L’articolo 586 del codice penale. L’altro reato è lo spaccio. Significa che qualcuno ha fornito – presumibilmente a Perugia – la dose letale di eroina a Deborah. Ed è su quel qualcuno che, adesso, si concentrano le indagini dei carabinieri, nel tentativo di identificare lo spacciatore.
La tragica scoperta intorno alle 3 del mattino del primo agosto, al quartiere Santa Barbara di Viterbo. A trovare Deborah senza vita è stata la sua bimba di 7 anni. Si è accorta subito che la mamma non stava bene. Ha chiamato il compagno che, a sua volta, ha allertato il 118. Lunghi tentativi di rianimazione da parte dei sanitari, ma per la giovane donna era già troppo tardi. La piccola è stata ascoltata in audizione protetta. Lunedì pomeriggio anche il compagno di Deborah è stato sentito come persona informata sui fatti.
Dopo l’autopsia la salma è stata riconsegnata ai familiari per i funerali. Saranno celebrati oggi alle 16, alla chiesa di piazza Crispi.



