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Viterbo – Migranti, chi ospita (troppo) e chi niente. Su richiedenti asilo o rifugiati la tensione resta alta.
A Civitella Cesi i 48 previsti non arriveranno più, ma intanto l’attenzione si sposta a Tarquinia.
L’emergenza è italiana e non risparmia la Tuscia.
La Stampa di Torino ha pubblicato la mappa dell’ospitalità nel Paese, per capire quali sono i comuni che accolgono più richiedenti asilo e rifugiati e quali meno.
I dati sono aggiornati al 20 luglio e tengono conto del piano predisposto dal ministro all’Interno Angelino Alfano che ha proposto una distribuzione più equa, due o tre persone ogni mille abitanti.
In base a questa percentuale, nella Tuscia quattro comuni sono sopra la media. San Lorenzo Nuovo con 18 migranti (+244%), Graffignano, dove sono 37 (+545%), quindi Orte e i 75 ospiti (+236%), poi Vetralla a quota 55 (+56%).
A fronte dei cinque comuni dove rispetto al piano Alfano, il numero di migranti sarebbe superiore al previsto, ci sono altre realtà dove c’è ancora qualche spazio: Viterbo ne ha 143 ed è “sotto” del 14,8%. A Canino ce ne sono 13 (-1,6%), a Tuscania 10 (-52,7%), Fabrica di Roma 10 (-52%), Tarquinia 6 (-85,4%).
Ma la parte da leone la fanno i centri a quota zero o giù di lì. Nella mappa dell’ospitalità della Stampa questi comuni sono riportati in verde ed è il colore che domina.
Da Bolsena a Montalto di Castro, Bagnoregio, Ischia di Castro, Marta, Montefiascone, passando per Caprarola, Capodimonte, Acquapendente e Civita Castellana.
In Italia, su 8mila comuni, solo 2026, uno su quattro, si sono visti attribuire migranti dal Viminale. Quelli che li accolgono sono oltre la loro capacità.
