Lignano Sabbiadoro – “Mio figlio non è un combattente dell’Isis”.
E’ disperato Stefano Rovai, il papà di Marco. Del giovane 21enne di Ronciglione, scomparso da Lignano Sabbiadoro (Udine), ancora nessuna traccia.
Su Facebook continuano gli appelli di amici e familiari. “Se qualcuno lo avesse visto mi contatti. Grazie”, aveva scritto il padre qualche giorno. Ieri l’ultimo messaggio: “I giornali invece di aiutarmi stanno trasformando mio figlio in un combattente dell’Isis. Vergognatevi, siete senza un cuore. Pensate solamente a fare notizie bomba. Voi siete i veri terroristi. Tra volontariato in aiuto e combattenti c’è una grande differenza”.
Marco se n’è andato lasciando ai familiari un biglietto poco credibile: “Tranquilli, mi farò sentire. Non cercatemi, tornerò io a casa. Ho trovato una ragazza, con lei voglio restare un po’ da solo e vedere come è la vita. Vi bacio, statemi bene. Andiamo a fare volontariato in Africa e Asia, dove è la guerra”. Un desiderio nato dal nulla, perché del progetto di andare all’estero a fare volontariato Marco non ne aveva mai parlato. Quella stessa fidanzata, nessuno l’ha mai vista. Né i genitori, né i cugini, né gli amici di Marco.
Sembrerebbe che nei giorni precedenti la scomparsa i suoi l’avessero visto un po’ nervoso. La sera prima, in particolare, Marco aveva ricevuto una telefonata. Alla madre avrebbe detto che “non era nessuno” e che “avevano sbagliato numero”, ma il 21enne non sembrava troppo convinto.
Marco si trovava insieme alla mamma, Fiordaliso Santana, a Lignano Sabbiadoro per trascorrere l’estate. A maggio aveva trovato un lavoretto in uno stabilimento balneare. Ed è proprio lì che doveva andare la mattina del 16 luglio. Ma Marco non è mai arrivato e da allora ha fatto perdere le sue tracce.
Gli avvistamenti segnalati nei giorni scorsi non hanno dato alcun impulso alle indagini. Le forze dell’ordine avrebbero accertato che la persona indicata da testimoni non era Marco, ma un ragazzo che gli assomigliava. La speranza che si trattasse di lui era già debole in partenza. Ai carabinieri era stato indicato un giovane con dei tatuaggi. Ma Marco non ne ha.
Marco Rovai è alto un metro e ottanta, capelli e occhi scuri. Da casa avrebbe portato via solo il cellulare (irraggiungibile), la carta d’identità, contanti, qualche vestito e un paio di scarpe grigie. Niente altro. Non ha con sé nemmeno il passaporto. Anomalo, se davvero voleva mettersi in viaggio per un altro continente.
Per Marco è stata contattata anche l’associazione Penelope, che aiuta i familiari delle persone scomparse.



