Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Bengasi Battisti, presidente dell’Associazione comuni virtuosi, al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti – L’Associazione comuni virtuosi riunisce amministratori appartenenti a diverse aree politiche, in particolare Pd e M5S. Amministrazioni che condividono alcuni valori assoluti: tutela del territorio e dell’ambiente.
Riteniamo, quindi, di poter commentare in maniera oggettiva – lontani da propaganda e legittime strumentalizzazioni – le dichiarazioni del ministro Galletti sull’emergenza Roma, una situazione emblematica della gestione dei rifiuti nell’intero paese.
In Italia viviamo una situazione paradossale: la convivenza di eccellenze assolute (il distretto di Treviso, il Cuneese, ma anche Salerno e tantissimi comuni virtuosi sparsi per lo stivale) e di situazioni disastrose in Lazio, in Calabria e in Sicilia.
Il ministro propone una soluzione industriale: incenerimento e raccolta differenziata, mentre ci saremmo aspettati un’analisi delle eccellenze per sostenerle e “copiarle”. Appare anche paradossale che l’unico problema di Roma sia la mancanza di comunicazione tra la sindaca e il ministro.
Noi siamo fortemente contrari alla costruzione di nuovi inceneritori per una serie di motivi oggettivi:
– un inceneritore ipoteca il futuro, assume che nei prossimi trenta anni vi sia la disponibilità di materia per alimentarlo. Un’assunzione errata, poiché negli ultimi dieci anni il materiale indifferenziato è diminuito radicalmente in tutti i territori in cui si è diffusa la raccolta differenziata, e perché gli impianti esistenti hanno una enorme sovracapacità;
– il bilancio energetico di un inceneritore è negativo rispetto al recupero di materia. L’energia risparmiata riciclando è da 2 a 6 volte superiore a quella ottenuta portando lo stesso oggetto a incenerimento;
– le materie prime sono finite (in tutte le accezioni), quindi è necessario promuovere raccolta differenziata di qualità e disincentivare l’incenerimento. Già oggi (in futuro si prevede una quota inferiore) le analisi merceologiche dicono che il materiale immesso a consumo e non riciclabile è pari al 5 per cento, incenerire il 35 per cento di materiale, significa sprecare materia prima;
– i costi di gestione della raccolta differenziata e incenerimento sono superiori a quelli del riciclo in diretta conseguenza del bilancio energetico e della crisi di materia prima.
Il ministro chiede proposte alternative le abbiamo formulate un paio di anni fa e non abbiamo ricevuto nessuna risposta… eccole.
Bengasi Battisti
Presidente dell’Associazione nazionale dei comuni virtuosi
