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“Non dimenticheremo quei due eroi silenziosi”

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Eccidio Ponte di Cetti - Viterbo - Pietro Cuzzoli e Ippolito Cortellessa

Assassinio Ponte di Cetti – Viterbo – Pietro Cuzzoli e Ippolito Cortellessa

Eccidio di Ponte di Cetti - Il comandante generale Del Sette alla commemorazione dei carabinieri uccisi

Assassinio di Ponte di Cetti – Il comandante generale Del Sette alla commemorazione dei carabinieri uccisi

Assassinio Ponte di Cetti - Il comandante generale Del Sette e i familiari delle vittime

Assassinio Ponte di Cetti – Il comandante generale Del Sette e i familiari delle vittime

Eccidio di Ponte di Cetti - Il generale Del Sette con i familiari delle vittime

Assassinio di Ponte di Cetti – Il generale Del Sette con i familiari delle vittime

Eccidio di Ponte di Cetti - I parenti delle vittime, dopo la deposizione della corona d'alloro

Assassinio di Ponte di Cetti – I parenti delle vittime, dopo la deposizione della corona d’alloro

Eccidio di Ponte di Cetti - La benedizione della corona d'alloro

Assassinio di Ponte di Cetti – La benedizione della corona d’alloro

Eccidio di Ponte di Cetti - I rappresentanti delle istituzioni alla commemorazione

Assassinio di Ponte di Cetti – I rappresentanti delle istituzioni alla commemorazione

Eccidio di Ponte di Cetti - Carabinieri schierati

Assassinio di Ponte di Cetti – Carabinieri schierati

 

Viterbo – “Non li dimenticheremo mai. Rimarranno sempre stampati nella nostra memoria, a ricordare che lo Stato soffre e può soffrire, ma vince sempre”.

Il generale Tullio Del Sette ricorda Pietro Cuzzoli e Ippolito Cortellessa, a 36 anni dal duplice omicidio terroristico di Ponte di Cetti (fotocronacaslide).

11 agosto 1980. Giornata di sangue.
I terroristi di Prima linea saccheggiano la Banca del Cimino e prendono un pullman per Roma. Il brigadiere Cuzzoli di Caprarola e l’appuntato Cortellessa di Viterbo, 31 e 49 anni, sono fermi a un posto di blocco sulla Cassia sud.

Una raffica di proiettili li investe mentre cercano di bloccare il commando. Feriscono Michele Viscardi, uno dei capi di Prima linea, tra i primi pentiti dell’organizzazione, prima di morire lì, sulla stessa piazzola in cui oggi si celebra il trentaseiesimo anniversario dell’omicidio, alla presenza della più alta carica dell’Arma.

Il generale Del Sette, originario di Graffignano, ricorda bene quel giorno: “All’epoca ero in servizio in Umbria come comandante di compagnia. Mandammo rinforzi per catturare gli assassini”. I terroristi fecero una terza vittima: Antonino Rubuano, maresciallo capo di Montefiascone, insignito della medaglia d’oro al valor civile nel 2011. Rubuano perse la vita in un incidente stradale mentre andava a Bagnoregio per fermare i terroristi.

Per il comandante generale dei carabinieri sono “eroi silenziosi”. “Pensavano di svolgere un turno qualsiasi. Un normale servizio dopo il quale sarebbero tornati a casa. Invece hanno trovato la morte mentre facevano il loro dovere. Un sacrificio estremo che li rende eroi. Eroi silenziosi. Come tutti i loro colleghi – e sono tanti – che ogni giorno rischiano consapevolmente la vita”.

Sotto la lapide per i due carabinieri, è stata deposta una corona d’alloro dal generale Del Sette e dai familiari delle vittime.

Una cerimonia breve e toccante, alla presenza del comandante provinciale Mauro Conte e dei vari reparti dell’Arma di Viterbo, ma anche delle più alte cariche politiche e istituzionali. Dal prefetto Rita Piermatti al sindaco Leonardo Michelini. Dal procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma al presidente della Provincia Mauro Mazzola.  


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