Marta – “Assassino, costituisciti”.
Don Roberto l’ha urlato forte e chiaro. Davanti a centinaia di persone. Davanti al feretro di Gianlorenzo. Davanti alla vedova Impera e ai figli Mario ed Eliana.
I funerali di Angelo Gianlorenzo – slide – video
Ieri l’addio all’83enne trovato con il cranio fracassato nel suo terreno a Tuscania. I funerali nella chiesa collegiata di Marta. Nell’omelia il sacerdote si rivolge direttamente all’assassino, o agli assassini, dell’anziano.
“Parlo a te o a voi che avete massacrato Angelo. Come puoi o potete attendere tranquillamente il tramonto di questo giorno o l’alba di domani? Se hai o avete ancora un pizzico di cuore e di coscienza fate qualcosa. Un passo avanti. Costituitevi. Come si può vivere con questo peso? Come si può vivere dopo un’azione così incomprensibile? La tua\la vostra anima, la tua\la vostra mente come fanno a sopportare tutto questo? Costituisciti. Costituitevi. Angelo deve avere pace e giustizia, seppur nell’eternità. La famiglia deve sapere e capire il perché. Perché?”.
Don Roberto lo definisce un massacro. Un ingiusto e disumano massacro. “Non dovevi decidere tu. Non dovevate decidere voi della morte, dell’uccisione, del massacro di Angelo. Possa ora avere la pace e il riposo eterno, seppur questa chiamata sia arrivata in modo disumano. Dio illumini il cuore e la mente di chi ha compiuto quest’ingiusto omicidio affinché faccia il giusto passo. Affinché si costituisca”.
Poi il ricordo, personale, di Gianlorenzo. “Angelino non eri mai in piazza, ma in questi giorni la piazza l’hai radunata. Tutte le volte che passavo sotto casa in via Tuscania o appena fuori Marta o mentre andavi o tornavi dalla campagna, immancabile era il saluto: io dalla macchina e tu dal tuo mezzo.
Pur non essendo stato avvertito in nessun modo dalla morte, sei stato trovato pronto. Mentre l’umanità si preparava alla solenne festa dell’assunzione di Maria in cielo, in campagna, dove amavi trascorrere con impegno molte ore della tua giornata, sei stato trovato pronto dalla morte”.
Gianlorenzo è stato trovato cadavere, domenica mattina, nel podere di famiglia, dal figlio Mario. L’anziano era riverso a terra, supino. I vestiti strappati e il cranio fracassato. Immediata la chiamata ai carabinieri. Per gli investigatori non ci sono dubbi. E’ omicidio, dopo una violenta lite.
L’83enne conosceva il suo aggressore. I due hanno discusso animatamente. Poi il colpo alla testa, mortale. Con un bastone o un sasso, comunque un corpo contundente trovato nel terreno. Gli investigatori indagano a 360 gradi per trovare l’assassino e l’arma del delitto.




