Terni – Nonno indagato per violenza sessuale sulla nipotina, la procura si ferma.
C’è una richiesta di archiviazione per il fascicolo su presunti abusi sessuali su una bimba di 6 anni. La procura di Terni non vuole portare avanti la posizione del nonno, un 64enne di origini casertane, indagato per violenza sessuale aggravata, dopo la denuncia sporta dalla madre della piccola alla questura di Viterbo.
Era l’ottobre 2015. La bimba racconta alla mamma delle ‘carezze’ del nonno, in cameretta o in bagno con la scusa di lavarla. Un ‘gioco’ che, secondo la piccola, sarebbe avvenuto ogni volta che lei e il nonno erano soli, nella casa a Terni dove la bimba vive col papà, la zia e il nonno, mentre la madre abita a Viterbo.
Un segreto che la bambina avrebbe continuato a tenersi dentro, se la mamma non avesse notato strani arrossamenti sul suo corpicino. A quel punto, è scattata la denuncia, raccolta dagli ispettori della squadra mobile viterbese Roberto Fortunati e Nadia Amendolia, sezione reati su minori e abusi sessuali.
Il pm titolare del fascicolo aveva chiesto e ottenuto l’incidente probatorio: una specie di ‘processo anticipato’ per raccogliere subito la testimonianza della bimba. Modalità ormai classica, nelle indagini per violenza sessuale su minore: il racconto dei piccoli, presunte vittime di abusi sessuali, viene cristallizzato prima possibile per far sì che i ricordi siano freschi. Un racconto a porte chiuse, in audizione protetta, alla presenza di una psicologa e con tutte le garanzie per tutelare una vittima in tenerissima età e risparmiarle il trauma di un ritorno in aula dopo anni al processo.
In questo caso, l’incarico di valutare la testimonianza della bimba era affidato alla psicologa Elisabetta Lilla Proietti, secondo la quale la bimba è stata fortemente condizionata dai parenti. Pertanto, la sua ricostruzione non sarebbe ‘affidabile’. Ed è su questo presupposto che il pm titolare del fascicolo ha chiesto l’archiviazione. L’ultima parola al gip.
