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Palio delle barche, revocata la vittoria all’Acquaforte

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Ronciglione - Lago di Vico - Il palio delle barche 2016 - La contrada vincitrice Acquaforte

Ronciglione – Lago di Vico – Il palio delle barche 2016 – La contrada vincitrice Acquaforte

Ronciglione - Lago di Vico - Il palio delle barche 2016 - La contrada vincitrice Acquaforte

Ronciglione – Lago di Vico – Il palio delle barche 2016 – La contrada vincitrice Acquaforte

Ronciglione - Lago di Vico - Il palio delle barche 2016 - La contrada vincitrice Acquaforte

Ronciglione – Lago di Vico – Il palio delle barche 2016 – La contrada vincitrice Acquaforte

Ronciglione – Palio delle barche, revocata la vittoria all’Acquaforte.

Niente vincitori. Almeno per quest’anno.
Il palio del lago di Vico 2016 resta inaggiudicato dopo le polemiche piovute sul trionfo dell’Acquaforte, accusata di aver remato a quattro braccia – anziché due – fino al traguardo.

Una vittoria contestata fin da subito. Assegnata solo dopo un’accesa discussione in punta di regolamento andata avanti per 40 minuti il giorno della regata tra i priori delle nove contrade (Palio delle barche, vince Acquaforte – slide – video)

Il palio più effimero della storia: l’equipaggio dell’Acquaforte ha potuto stringerlo solo per quarantott’ore. Dopo la gara del 31 luglio, la riunione straordinaria del 2 agosto con priori e capitani, filmati alla mano. La ‘moviola’ parlerebbe chiaro: i vogatori di Acquaforte avrebbero remato insieme e non singolarmente, alternandosi. Un indebito vantaggio che gli avrebbe permesso di arrivare in testa al traguardo.

“Il drappellone 2016 viene annoverato come non assegnato – spiega una nota ufficiale diramata dal presidente Marco Petruccelli, ideatore e organizzatore del palio -. Si reputa all’unanimità che i fatti accaduti in regata non siano riconducibili ai principi etici e sportivi della manifestazione. Questo palio nasce avendo come principi indiscutibili e non interpretabili l’unione dei popoli di contrada, la sana competizione sportiva, l’aggregazione sociale, l’elevata interpretazione dei contenuti riportati nel regolamento di gara e il rispetto dei giudici e delle autorità organizzative e di campo gara. L’organizzazione riconosce la buona fede della contrada Acquaforte attribuendo comunque alla stessa un’errata interpretazione dei principi sopra elencati per motivazioni dettate esclusivamente da un eccesso di fervore agonistico e in merito a ciò non procede ad alcuna sanzione o squalifica”.

Il dibattito ha infiammato per giorni la platea ronciglionese di Facebook, divisa tra ammiratori e detrattori dell’Acquaforte. Una polemica spenta solo dopo la riunione collettiva del 2 agosto e i comunicati ufficiali dell’organizzazione e della contrada. “Non potevamo di certo tenere un palio che ci era stato consegnato senza acclamazione di tutte le contrade e quindi privo del proprio valore simbolico – ha scritto il priore Roberto Trentani sul gruppo Facebook dell’Acquaforte -. Voglio ricordare la nostra totale buonafede nel portare in gara una tecnica di voga nuova e usata in altri palii, anche se ho scoperto, durante la riunione dei priori, che questa tecnica era già stata usata durante il palio 2015 da almeno un’altra contrada classificatasi però tra le ultime e per questo senza alcuna sanzione o squalifica”.

Il drappellone 2016 (l’arazzo realizzato dall’artista di Civita Castellana Daniele Blundo) e la scultura trapassata dal remo sono stati riconsegnati al sindaco Sandro Giovagnoli. Non resteranno per sempre senza vincitore: andranno in palio l’anno prossimo allo junior team under 16 che taglierà per primo il traguardo. 


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