Tuscania – (s.m.) – A caccia di prove.
Vanno avanti senza sosta le indagini sull’omicidio di Angelo Gianlorenzo, 83 anni, trovato morto in campagna dal figlio la vigilia di Ferragosto, nel suo terreno a Tuscania in località Castellaccio.
Ieri giornata di perquisizioni. Non solo a casa dell’unico indagato Aldo Sassara, 73enne, cognato della vittima, ma anche di altre persone.
Un omicidio lascia tracce. I carabinieri le stanno cercando per ricostruire la dinamica e raccogliere elementi solidi a cui ancorare le indagini.
Ieri pomeriggio, in casa dell’indagato e delle altre abitazioni setacciate, gli investigatori cercavano vestiti. Forse i vestiti che Sassara portava la mattina del 14 agosto. Forse vestiti sporchi di sangue o comunque che potrebbero conservare invisibili tracce biologiche.
I carabinieri non sarebbero andati via a mani vuote. Il materiale acquisito sarà comunque fatto analizzare in laboratorio per decodificare eventuali tracce e capire se possono essere in qualche modo collegabili all’omicidio di Gianlorenzo.
Per ora l’unico indizio che pesa sul pensionato sono i suoi cattivi rapporti con la vittima. I due cognati erano in causa per questioni di confini che riguardavano proprio il terreno in cui Gianlorenzo è stato trovato morto e il vicino campo di Sassara.
Una circostanza che da sola non basta, hanno più volte ribadito gli avvocati dell’indagato, Danilo Scalabrelli e Marco Valerio Mazzatosta. Anche perché se Sassara è a piede libero per omicidio volontario significa che a suo carico ci sono sospetti ma non indizi gravi.
L’indagine per omicidio volontario coordinata dal pm Massimiliano Siddi, per adesso, è interamente concentrata sui riscontri biologici. Oltre alle perquisizioni, è atteso a giorni l’arrivo degli uomini del Ris (Reparto investigazioni scientifiche) sulla scena del delitto.
Il cadavere di Gianlorenzo è stato scoperto il 14 agosto intorno a mezzogiorno. Probabilmente l’anziano era stato ucciso già da diverse ore.
Il figlio lo ha trovato col cranio fracassato e i vestiti strappati.
I carabinieri hanno escluso subito la rapina degenerata in omicidio, così come la violenza gratuita di un folle sconosciuto. Fin dalla prima ora, gli investigatori hanno avuto il sospetto che la vittima conoscesse il suo assassino. Una lite finita in tragedia in una zona di campagna fitta e impervia e nessuno che abbia visto o sentito.



