|
Viterbo – Il “Sollevate e fermi!” all’arrivo, le corde a via Marconi, la dedica a Nadia Benedetti e alle vittime del terremoto, le due fermate sul percorso straordinario lungo il boulevard e l’arrivo al ritiro al ritmo di marcia dei bersaglieri. Santa Rosa, ecco il trasporto 2016 di Gloria. Straordinario per tanti motivi.
Nell’anno del Giubileo il Sodalizio dei facchini di santa Rosa non si è risparmiato. Tutti i dettagli stamani in comune.
Sarà un trasporto dai tempi cadenzati. Li detta il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini. “Alle 21 – anticipa Mecarini – sarà dato il Santa Rosa avanti a san Sisto”.
Partire puntuali è fondamentale. Quest’anno la macchina arriva fino al Sacrario. “Alle 13 inizia il raduno alla sala del Conclave. Noi saremo lì dalle 12.40”. Poi il giro delle sette chiese. Con una novità, da via IV Novembre al boschetto. Al tempo di marcia dei bersaglieri, grazie all’orchestra filarmonica di Vejano.
“Contiamo d’arrivare alle 17.15, per avere due ore di relax e per le ultime istruzioni”. Il 3 inoltre, nuovi santini e nuova preghiera scritta dal cappellano don Alfredo Cento. Quest’anno il 31 agosto, un evento straordinario, la processione con il corpo della Patrona e il Giubileo dei facchini.
“Con tutti i facchini – precisa Mecarini – addetti e guide. Ognuno porterà anche per un breve tratto il corpo della santa. A piazza del Comune faremo una sosta”. Al termine, al Duomo, una funzione per il Giubileo del facchino. Invitato anche chi non è più in formazione, magari con la cravatta e anche i mini facchini e le famiglie.
Dal 31 agosto al 2 settembre, le tribune saranno fruibili. Aperte non solo per il trasporto. “Chi vorrà assistere alla processione potrà sedersi – spiega Mecarini – ci saranno nostri addetti alla sicurezza, raccoglieranno offerte volontarie da destinare alle zone terremotate”. Come gli incassi della seconda cena dei facchini.
Il “Sollevate e fermi!” all’arrivo e le corde a via Marconi
Trasporto dedicato a Nadia Benedetti, viterbese vittima dell’attentato a Dacca e un pensiero ai terremotati a Rieti e nelle Marche.
“La girata a piazza del Comune – spiega il capo facchino Sandro Rossi – a chi non c’è più. Purtroppo ogni anno abbiamo nostri compagni che ci lasciano. Mario e Umberto Aspromonte, Vincenzo Romano, Tobia Mordecchi, Tobia Serafini Palmiro Burla e Guido Ranocchiari. C’erano tutti quando siamo entrati noi. Li ricordiamo con affetto”.
Sul fronte trasporto, le novità partiranno da via Marconi, per il resto si ritorna alla tradizione. “Faremo tre quarti di girata a piazza del Comune. Vogliamo evitare altri sforzi. Fino a piazza del Teatro, tutto uguale, come in passato. A piazza del Teatro ci posiziona all’ altezza di via Matteotti. Chi è lì ammirerà la macchina di fronte.
A via Marconi pensavamo il tratto in discesa di farlo senza soste. Ma ci fermeremo all’altezza di piazza della Repubblica, dove c’è la tribuna nuova. I facchini usciranno e rientreranno senza la consueta chiamata. Poi andremo verso piazza del Sacrario. Ci posizioneremo all’altezza di via Cairoli”.
Il ritorno sarà più faticoso. “In salita – spiega Rossi – ci sono sei metri di dislivello tra piazza del Sacrario e del Teatro. Avremo le corde davanti, al posto del cordone umano. Due anni fa la sensazione era che la macchina ondulasse. La corda è sempre in tiro, non dovrebbe esserci il problema”.
Le corde saranno quattro, sedici persone ciascuna. “Non tireranno come avviene per la salita di santa Rosa. Accompagneranno la macchina. Settanta persone danno un certo aiuto. Per non sforzare troppo i facchini”.
Altra sosta su via Marconi all’altezza di largo Marconi, dopo la banca d’Italia. Quindi il ritorno a piazza del teatro. La formazione dei facchini già dal Sacrario sarà invertita.
Poi la novità del “Sollevate e fermi!” all’arrivo. “A 30 anni dal 1986 – ricorda Rossi – lì fu dato il comando, mai avvenuto prima. Solo quell’anno, per sistemare la macchina. Noi rievocheremo quel momento così.
Una volta arrivati aspetteremo un minuto e risolleveremo la macchina sul posto. Riposandola subito. Rievochiamo così quando santa Rosa ci salvò tutti. È anche un messaggio per le popolazioni terremotate, a non abbattersi nonostante tutto, un incoraggiamento a rialzarsi”.
Già questo sarebbe molto come novità. Ma il Sodalizio vuole stupire tutti. “Ci sarà un’altra sorpresa, una ciliegina sulla torta sempre all’arrivo, che non sveliamo”. Perché la passione dei facchini è tanta. Sono eterni bambini. Con lo stesso entusiasmo di tanti anni fa.
“Ho notato ieri sera la gioia alla mini macchina a santa Barbara. I ragazzi ci acclamavano come fossimo i padri di ciascuno di loro. Io quella stessa gioia ieri mattina l’ho vista nei nostri facchini alla riunione tecnica. Ci vestiamo di bianco. Siamo tutti cavalieri di santa Rosa. L’amore nasce dal cuore di tutti, piccolo o grande. E rimane per tutta la vita”.
Controlli alle vie d’accesso e squadra prevenzione crimine dal mattino del 3 a Viterbo
Non ci sono segnali di tensioni particolari, ma anche in virtù del momento particolare, le misure di sicurezza sono state rafforzate. Lo spiega il questore Lorenzo Suraci.
“Non ci sono segnali particolari di proteste o tensioni – osserva Suraci – il grande afflusso previsto ci ha spinti tuttavia a studiare misure aggiuntive. Fin dalla mattina pattuglie che non c’erano gli altri anni, provvederanno a un controllo a largo raggio”.
Si tratta di squadre prevenzione crimine. “Avranno un tablet che legge le targhe delle auto e nel pomeriggio, controllo ai varchi d’accesso, o meglio, alle vie d’accesso alla città. Sarà abbastanza significativo, alle persone che affluiscono. Potrà essere chiesto d’aprire le borse. Non in modo invasivo.
Consigliamo di non portare grossi borsoni, potrebbero essere sottoposti a controlli e far perdere tempo alle persone ed eventualmente causa d’allontanamento”.
Lo scorso anno ci fu il lancio di un petardo su via Garibaldi. “Per evitare episodi come questo – continua Suraci – il trasporto sarà seguito ai lati della macchina da pattuglie in uniforme lungo il percorso. Per scoraggiare qualche malintenzionato”.
Poi il controllo del sottosuolo, le fogne, i sigilli ai tombini, cappucci ai cestini. Come sempre. “Lo scorso anno – continua il questore – dopo il trasporto ci fu una rissa. Tutti sono stati identificati. Un episodio che non c’entrava col trasporto. Ma per evitare, abbiamo previsto un pattuglione in città da mezzanotte alle 7”.
Controlli alle schede clienti negli alberghi, transennamento più rigido alle tribune per evitare che gente possa infilarsi sotto e poi il cordone classico lungo il percorso, davanti e dietro Gloria. Telecamere di sicurezza lungo la città, quattro posizionate anche sulla macchina, saranno a infrarossi.
Nuova luce per Gloria
Gloria si presenterà sotto una luce nuova al suo secondo trasporto. “Un ringraziamento sentitissimo ai facchini – esordisce l’ideatore Raffaele Ascenzi – che porteranno sulle spalle Gloria. A oltre 60 anni dall’ultima volta che arrivò al Sacrario. Le migliorie quest’anno le abbiamo trovate con difficoltà, dopo il primo trasporto praticamente perfetto”.
Quelle annunciate il giorno dell’assemblaggio. Luci nuove agli angeli e fiaccole evidenziate attenuando l’intensità dei luci. Con un’avvertenza: “Il 30 alla prova, Gloria risulterà più spenta. Mancheranno le fiaccole”. Niente panico.
Nuove leve sotto la macchina
Gloria avrà nuove leve. “La macchina è sicura e stabile – assicura l’ideatore Vincenzo Fiorillo – stiamo lavorando a piccole modifiche. Ci sono nuove leve. Lo scorso anno, lungo la salita una si è spezzata. Le abbiamo rifatte tutte e quattro, anche più robuste. In legno lamellare, molto resistente, aggiungendo spessore in ferro registrabile, per dare più o meno flessione. È la nostra filosofia, fare sempre meglio”.
Accesso dalle 19 alle tribune
L’accesso alle tribune dalle 19. Lo ricorda Carramusa, la cui ditta si è occupata di vendita biglietti e montaggio. “Dalle 19 del 3 – spiega Carramusa – chi ha acquistato il ticket online lo potrà cambiare direttamente in tribuna, senza andare da nessuna parte”.
Primo trasporto per le suore alcantarine
È il primo trasporto per le suore alcantarine, arrivate mesi fa al monastero di santa Rosa. Lo ricorda per la curia don Luigi Fabbri. “Il santuario sarà aperto – ricorda Fabbri – durante tutta la permanenza della macchina al sagrato”. Un invito a entrare. “La macchina è bellissima – dice suor Francesca – ma rappresenta qualcosa che sta lassù, sopra. L’invito è a entrare in chiesa, al monastero. Dobbiamo essere uomini e donne di misericordia”.
Nuovo record di Michelini, due ore e mezza di conferenza stampa
Nella conferenza stampa dai tempi biblici, il sindaco Leonardo Michelini si è dimenticato di segnalare il record. Quasi due ore e mezza. Mai successo prima. Ha però rimarcato sulle misure di sicurezza in più, necessarie, mentre il presidente della provincia Mauro Mazzola ha ricordato come palazzo Gentili aprirà le sue porte a ragazzi speciali, quelli di Juppiter e alle loro famiglie. Le autorità altrove.
La grande collaborazione fra enti è motivo d’orgoglio per l’assessore Giacomo Barelli e grazie all’intervento di Unicoop Tirreno, è stato possibile prevedere servizi in più, compresi altre pedane per disabili, il linguaggio lis alla diretta del trasporto. Coop ha anche fornito i pasti a tutti i mini facchini delle tre macchine di quartiere.
Il consigliere Marco Ciorba ha annunciato il concerto del 6 settembre a Pratogiardino pro terremotati, mentre ritornano le serate sotto la Macchina. Dal 5. Maria Rita De Alexandris ha anticipato racconti, proiezioni di vecchi trasporti e un concerto al santuario.
Il 3 settembre, poi, apre per santa Rosa l’ufficio turistico alla pensilina al Sacrario.
Cosa farà? Appuntamento alla prossima maratona stampa in comune.
Giuseppe Ferlicca








