Caprarola – Riceviamo e pubblichiamo – Il diritto all’acqua potabile e ad un territorio vivibile sono richiesti nella petizione “Stop veleni al lago di Vico” – sulla piattaforma Change.org – e inviata ai sindaci di Caprarola e Ronciglione, al direttore e al commissario della Riserva Naturale del Lago di Vico.
In data 23 agosto le prime 1.200 firme e 3.500 “mi piace” in Rete testimoniano la necessità di sospendere l’uso di pesticidi, concimi chimici e soprattutto di diserbanti nella coltura delle nocciole e delle castagne intorno al Lago di Vico.
Questo piccolo e suggestivo lago di origine vulcanica, attrazione per artisti e turisti, contornato dagli antichi boschi Cimini, diviso tra Ronciglione e Caprarola, oggi si rivela ricco di arsenico, fosforo e simili. Le sue acque che venivano usate per la popolazione sono ora inquinate dal’arsenico in gran parte dovuto ai veleni chimici.
Così le acque sono non potabili e in parte si usano i dearsenificatori, in parte si beve acqua in bottiglia.
I cittadini chiedono che venga intanto proibito l’uso dei veleni in agricoltura in particolare del glifosato. Molti territori agricoli sono pressoché ricchi di arsenico per l’ignoranza dei coltivatori e la prepotenza delle industrie chimiche.
La pressione delle industrie chimiche pesa anche sull’Unione europea che ha rimandato di 18 mesi la legge antiglifosato. Ciò non impedisce ai sindaci, alle regioni e ai governi nazionali di prendere risoluzioni autonome.
Poichè l’Italia, oltre ad avere problemi sociali ed economici, oltre al dissesto idroeologico e ai molteplici inquinamenti, si sta trasformando in una discarica tossica, è tempo che i cittadini prendano coscienza e propongano soluzioni urgenti e possibili.
E’ in partenza la petizione al Parlamento e al Governo per ottenere a livello nazionale l’abolizione della “Chimica” in agricoltura con l’immediata eliminazione del Glifosato.
Apt Italia
