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Strage di Dacca, prof e studente restano in carcere

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Nadia Benedetti

Nadia Benedetti

Dacca - L'Holey Artisan Bakery prima dell'attentato

Dacca – L’Holey Artisan Bakery prima dell’attentato

Strage a Dacca - Il blitz delle teste di cuoio

Strage a Dacca – Il blitz delle teste di cuoio

Strage di Dacca- I nove italiani uccisi dai terroristi islamici

Strage di Dacca- I nove italiani uccisi dai terroristi islamici

Dacca – Restano in carcere due arrestati per la strage di Dacca.

Il professore universitario Hasanan Karim, 47 anni, con passaporto britannico, e lo studente Tahmid Hasib Khan, di origini canadesi, erano stati fermati il 3 agosto scorso.

La polizia bengalese li accusa di complicità con i terroristi dell’attentato all’Holey Artisan Bakery, ristorante di Dacca, dove il primo luglio morirono venti persone, tra cui nove italiani. Una era l’imprenditrice viterbese Nadia Benedetti.

Gli inquirenti sarebbero in possesso di un video in cui il professore universitario Karim fuma una sigaretta al secondo piano del ristorante insieme a due terroristi. Karim aveva detto ai poliziotti di essere andato all’Holey con la moglie e i figli per festeggiare un compleanno. 

La magistratura bengalese ha chiesto e ottenuto un allungamento della custodia cautelare in carcere per i due, sostenendo che ci siano fondate ragioni per ritenere che abbiano “istigato gli attaccanti”. Karim e Khan resteranno in custodia cautelare per almeno altri otto giorni, due in meno di quanto chiesto dalla polizia.

Intanto gli investigatori dell’unità antiterrorismo avrebbero localizzato tale Marjan, sospettato di essere una delle menti dell’attentato. Persona “molto vicina a un canadese di origine bengalese di nome Tamin Chowdhury e a un maggiore espulso dall’esercito, Syed Mohamad Ziaul Haque”. Entrambi i soggetti, ricercati, si troverebbero ancora in Bangladesh. 

Quanto a Chowdhury, attualmente latitante, pende sulla sua testa una taglia da 25mila dollari (pari a quasi 24mila euro). Chowdhury sarebbe leader di una fazione particolarmente feroce di ‘Jamaat-ul-Mujaheddin Bangladesh’, o Jmb, gruppo estremista islamico fondato nel 1998 e al bando dal 2005, ritenuto responsabile di decine di omicidi di stranieri o esponenti delle minoranze religiose bengalesi.


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