Amatrice – C’è anche uno studente Unitus tra le vittime del terremoto.
Andrea Tomei, 29 anni, ha perso la vita sotto le macerie della propria abitazione. Di Amatrice, era uno studente dell’università della Tuscia.
E’ morto mercoledì notte nel violento terremoto che ha devastato il centro Italia. Con lui è morta la mamma Vittoria. E’ riuscito a scampare alla furia delle scosse il papà Sergio. Ora è dilaniato dal dolore. In un attimo la serenità della sua famiglia è stata spazzata via. Ha perso la moglie e il suo unico figlio.
L’Unitus piange Andrea e tutte le vittime del terremoto. Da tempo il dipartimento di scienze agrarie e forestali (Dafne) ha un particolare legame con il reatino. A Cittaducale ha sede il corso in scienze della montagna, frequentato da molti studenti della zona.
La commozione di Bartolomeo Schirone, presidente del corso: “Ricevuta la notizia del terremoto mi sono messo in contatto con gli studenti reatini che studiano all’Unitus. Andrea Tomei è morto ad Amatrice, dove viveva. Si era laureato da poco. Una ragazza di Cittareale invece ha perso la mamma. Notizie terribili. L’università vuole fare qualcosa per tutti loro”.
Per dimostrare vicinanza agli studenti reatini l’ateneo viterbese ha messo in campo molte iniziative. “Il rettore Alessandro Ruggieri – continua Schirone – ha concluso un accordo con Laziodisu per mettere immediatamente a disposizione degli studenti che hanno perso la propria abitazione i locali della casa dello studente di Viterbo. Il rettore proporrà anche l’azzeramento delle tasse universitarie per chi è stato colpito dal terremoto e ci saranno delle borse di studio proprio per questi ragazzi”.
Andrea Tomei, un giovane dal cuore grande come una montagna. La montagna che Mattomei, come tutti lo conoscevano, tanto amava. Così lo ricorda l’amico Riccardo. “Fratello mio, voglio ricordarti con quel tuo sorriso smagliante che abbatteva tutto e tutti. Voglio ricordarti per la bellissima persona che eri, con un cuore grande come una montagna. Proprio come la montagna, che ti era tanto cara. Parlavamo. Poche ore prima del terremoto ci siamo salutati e tu come al solito mi hai detto ‘Ci vediamo domani, Riccardon’. Ma purtroppo il destino infame non ce l’ha permesso. Ti terrò sempre nel cuore. Te ne sei andato troppo presto e troppo ingiustamente. Arrivederci amico mio. Arrivederci fratello. Ci vedremo presto per farci una birra. Arrivederci gran Tomei”.
Un pensiero per Andrea anche da tanti amici viterbesi. “Ci siamo conosciuti per caso in quel di San Martino – scrive Riccardo di Viterbo -. Io voglioso di cambiare vita. Tu già avviato studioso universitario volenteroso di spaccare il mondo a tuo modo. Non sarai dimenticato. Riposa in pace amico mio”.
Spezza il cuore il messaggio della cugina Valeria di Buenos Aires: “Due mesi fa ero con la mia famiglia ad Amatrice. Ora la loro casa non esiste più. La moglie di mio cugino Sergio, Vittoria, e loro figlio Andrea sono morti. Non ci posso credere. Forze a tutta la mia bella famiglia e che accompagnino Sergio in questo tristissimo momento. Senza parole”.








