Viterbo – Trent’anni fa aveva ucciso un collega di lavoro. Una vera e propria trappola, dopo avergli bucato le gomme della macchina per farlo trovare solo e senza possibilità di scappare. Gli sparò mentre metteva la ruota di scorta.
Ha precedenti pesanti il 71enne sottoposto a divieto di avvicinamento alla donna che molestava.
Lei era la sua affittuaria. Per qualche mese ha abitato in una villetta bifamiliare di proprietà dell’anziano, lui in un appartamento, lei in un altro.
Da subito la signora avrebbe notato lo strano atteggiamento del padrone di casa: il 71enne le avrebbe chiesto in continuazione della sua vita privata, in modo insistente e persino intimidatorio, fino alle offese gratuite e alle gomme dell’auto bucate.
Un’escalation preoccupante per la donna, che nella denuncia avrebbe raccontato di essere stata minacciata con frasi del tipo “So usare la polvere da sparo” o “Come ho bucato la tua macchina buco anche te”. Avvertimenti sinistri. Soprattutto alla luce di quel suo vecchio precedente per omicidio, negli anni Ottanta, con quelle modalità.
Per la difesa si è trattato di semplici schermaglie tra vicini di casa. “Siamo pronti a rispondere alle domande del giudice all’interrogatorio – spiega l’avvocato Amedeo Centrone -. Per quanto ci riguarda c’erano state liti per motivi condominiali e nient’altro”.
Dopo la denuncia della donna per stalking e l’informativa della squadra mobile alla procura, è arrivato il provvedimento del gip Stefano Pepe, su richiesta del pm Stefano D’Arma (che chiedeva l’arresto). Il 71enne non potrà avvicinarsi né alla nuova casa della donna, né al suo luogo di lavoro. Dovrà starle lontano almeno 300 metri, anche in caso di incontro casuale.
