Tuscania – I vestiti strappati e il cranio fracassato.
Riverso a terra, supino. Intorno tutto ciò che aveva in tasca, sparso a terra. Così è stato trovato Angelo Gianlorenzo, l’83enne ucciso in un campo a Tuscania. A fare la macabra scoperta il figlio. Stava raggiungendo il padre nel podere di famiglia in zona Castellaccio, quando l’ha visto a terra con una profonda ferita alla testa.
Immediata la chiamata ai carabinieri. Domenica mattina, poco dopo mezzogiorno, strada san Savino (la via che da Tuscania arriva a Marta) si è riempita di pattuglie. Sul posto anche il pm Massimiliano Siddi. Per gli investigatori non ci sono dubbi. E’ omicidio, dopo una violenta lite.
Gianlorenzo conosceva il suo aggressore. I due hanno discusso animatamente. La vittima aveva i vestiti strappati. Poi il colpo alla testa, mortale. Con un bastone o un sasso, comunque un corpo contundente trovato nel terreno. I carabinieri hanno sequestrato un paio di oggetti, ma saranno gli accertamenti tecnico scientifici a dire se si tratti dell’arma del delitto.
Si indaga a 360 gradi, ma si escludono gli ambienti malavitosi. Ascoltati i figli di Gianlorenzo, familiari e conoscenti. Ora si cerca di mettere a fuoco tutto ciò che è stato raccolto e capire quale sia il movente.
Nel mirino degli investigatori ci sarebbe un sospettato, ma il fascicolo per omicidio è ancora contro ignoti. Per avere un quadro più chiaro della vicenda, infatti, bisognerà attendere l’esito degli accertamenti tecnici sui vestiti della vittima e l’autopsia. L’autopsia sarà eseguita oggi al cimitero san Lazzaro di Viterbo, e servirà ad avere certezze sull’orario della morte e sul numero di colpi inferti all’anziano.
Sgomento a Marta, dove l’83enne viveva con la moglie e i due figli. In paese non si parla d’altro, se non della tragedia. “Una famiglia super normale – racconta chi la conosceva -. Lui era una bravissima persona. Un lavoratore instancabile”.
Gianlorenzo aveva sempre fatto l’agricoltore, sin da ragazzo. Una passione più che un lavoro, continuata negli anni. Tutti i giorni si recava nel campo a governare gli animali: galline e vitellini su tutti.
Una vita tranquilla, arricchita dall’affetto dei figli e dei nipoti. Giornate scandite dallo stesso ritmo, che iniziavano la mattina presto andando nei campi e finivano al tramonto tornando a casa.




