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Assalti ai distributori di benzina, parlano i testimoni

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Ladri armati di frullino in azione a un distributore di benzina

Ladri armati di frullino in azione a un distributore di benzina

Viterbo – Assalto ai distributori di benzina, parlano i testimoni.

Si sono presentati davanti al giudice Silvia Mattei i primi testimoni del processo a tre stranieri, a giudizio per assalti alle colonnine self-service dei distributori di benzina.

In aula due marescialli dei carabinieri e un’ex amica di uno degli imputati. La ragazza, 22 anni, ha dichiarato, seppur con difficolta e dopo una valanga di “non ricordo”, di sapere all’epoca dei fatti dell’attività dell’amico: “Mi confidò – dice – di rubare dalle colonnine self-service. Lo faceva una o due volte a settimana e aveva una serie di attrezzi con cui mettere a segno i colpi”.

Per i carabinieri, la banda agiva secondo un rituale ben consolidato: “Sfondavano a colpi di mazza o calci – raccontano gli uomini dell’arma – la parte anteriore delle colonnine, quella contenente i soldi. Estraevano il contenitore, rubavano il denaro per poi scappare”.

I tre imputati rispondono di aver colpito una lunga lista di obiettivi. Prevalentemente aree di rifornimento ma anche bar, ristoranti e il mobilificio Orsolini. Più di trenta le parti offese (tre costituite parte civile), quasi tutte aziende specializzate in distribuzione di carburante, tra cui IP, Q8, Eni, Enerpetroli e molte altre.

Armati di smerigliatrice e frullino, gli imputati avrebbero ripulito le aree di servizio di mezzo centro-nord Italia: ventiquattro distributori saccheggiati tra il 2013 e il 2014. Hanno colpito a Viterbo e provincia, ma anche nell’hinterland romano e comasco e in provincia di Chieti, Firenze, Ascoli, Rimini e Forlì.

Partito il processo (inizio 2016), alla sbarra erano in dieci. Sette hanno patteggiato pene tra uno e due anni e dieci mesi, con maximulte per un totale di 9mila e 400 euro. A marzo del prossimo anno, invece, il processo continua per i tre imputati che non hanno scelto il patteggiamento.


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