Viterbo – Maggioranza incapace. Salta pure la seduta di consiglio comunale straordinario su Villa Lante a Bagnaia. Non ci sono i numeri. Come previsto.
Al primo appello sono quattro gatti. Al secondo, pochi di più.
Troili, promotore della seduta, Moricoli, De Alexandris, Volpi, Cappetti, Minchella, Simoni, Ciorba, Mecozzi, Bizzarri e Scorsi.
Non serve nemmeno l’aiuto di Chiara Frontini (Viterbo 2020), Antonella Sberna (FI), Sergio Insogna e Chicco Moltoni (Gal) dall’opposizione. Restano, ma non bastano.
Anche perché, a sorpresa, Livio Treta (Lista civica) non risponde al secondo appello. Resta fuori con la minoranza.
Nei banchi sono solo sedici i presenti, più il sindaco. Ne manca soltanto uno, tutti a casa.
Livio Treta avrebbe fatto la differenza. Da Moderati e riformisti, gruppo cui appartiene, messaggio ai colleghi di maggioranza partito e forse arrivato. Forte e chiaro…
Il presidente dell’associazione Amici di Bagnaia, Aldo Quadrani, se la prende con Treta e pure con la minoranza che è rimasta fuori: “Ma che ci siete venuti a fare?” . È la politica bellezza.
Più che altro, direttamente da Bagnaia, per un argomento ritenuto così importante, di gente se ne è vista pochina.
Doveva andare così. Tra ripicche e assenze croniche in maggioranza. Anche se Daniela Bizzarri ha la sua spiegazione.
“Ero presente – spiega Daniela Bizzarri (Pd) – perché con altri abbiamo firmato il documento”. L’altra volta, la seduta sulle strutture sanitarie è saltata per l’assenza nel Partito democratico, zona non Popolare.
Bizzarri è Popolare. “Ma non si gioca a fare ripicche – sottolinea la consigliera – avendo firmato la proposta su Villa Lante, eravamo presenti. Fabbrini e Boco da quanto so, hanno avuto problemi per via del lavoro”.
Deluso Arduino Troili (Pd). Per la seduta saltata, ma anche per le assenze nel Pd, vicine a lui. Mancano Serra, Quintarelli e Mongiardo.
E se Troili è deluso, Chiara Frontini non è contenta. “Ho risposto – spiega Frontini (Viterbo 2020) – perché ci siamo presentati alle elezioni comunali con una lista proprio sulle frazioni. Bagnaia e Villa Lante sono stati nostri cavalli di battaglia.
Ritenevo che fosse importante discuterne, anche per ragioni di coerenza nei confronti di Bagnaia”. Non fa una piega, anche se altri in maggioranza, che su Bagnaia hanno fatto campagna elettorale, oggi non si sono visti.
La divisione nella minoranza, tra chi è rimasto e chi è uscito, nasce dal fatto che l’ordine del giorno, partito dal Pd, è stato firmato anche da consiglieri d’opposizione.
Ma alla fine, l’onere di garantire lo svolgimento dei lavori è come al solito della maggioranza. E come al solito, non è stata in grado di garantirlo.
Solo 12 su 19. Diversamente dalla politica, la matematica non è un’opinione.
Giuseppe Ferlicca
