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“Sarà un’impresa straordinaria”

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Viterbo - Santa Rosa - Il raduno ai Cappuccini

Viterbo – Santa Rosa – Il raduno ai Cappuccini

Viterbo - Santa Rosa - Il raduno ai Cappuccini

Viterbo – Santa Rosa – Il raduno ai Cappuccini

Viterbo - I facchini a santa Rosa

Viterbo – I facchini a santa Rosa

Viterbo - I facchini a santa Rosa

Viterbo – I facchini a santa Rosa

Viterbo - Il raduno dei Facchini

Viterbo – Il raduno dei Facchini

Viterbo - Santa Rosa - Il presidente del sodalizio dei facchini Massimo Mecarini

Viterbo – Santa Rosa – Il presidente del sodalizio dei facchini Massimo Mecarini

Viterbo - Santa Rosa - I facchini si preparano al trasporto

Viterbo – Santa Rosa – I facchini si preparano al trasporto

Viterbo - Santa Rosa - Il vescovo Lino indossa il ciuffo

Viterbo – Santa Rosa – Il vescovo Lino indossa il ciuffo

Viterbo - Santa Rosa - Il sodalizio dei facchini

Viterbo – Santa Rosa – Il sodalizio dei facchini

Viterbo - Santa Rosa - Raffaele Ascenzi con moglie e figli

Viterbo – Santa Rosa – Raffaele Ascenzi con moglie e figli

Viterbo - Santa Rosa - Il giro delle sette chiese

Viterbo – Santa Rosa – Il giro delle sette chiese

Viterbo – “È una giornata importante che ci fa trepidare per 365 giorni. Sarà un’impresa straordinaria” .

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Apre così il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini, l’incontro alla sala del Conclave.

Alle 12.40 praticamente già tutti i facchini di santa Rosa a piazza san Lorenzo, mancano dieci minuti alle 13 quando il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini chiama tutti nella sala del Conclave .

Stasera sono attesi da un trasporto straordinario di Gloria ed è bene partire puntuali con il consueto incontro che precede il giro delle sette chiese.

Il passaggio a via Marconi. Un facchino che tanti anni fa è passato tanti anni fa su quella via c’è. Febbraro. Applausi per lui.

I saluti sono d’obbligo e seduti ci sono tanti che a vario titolo hanno dato una mano al trasporto.

Non c’è il facchino speciale, Leonardo Bonucci. “Un pensiero particolare a lui – continua Mecarini – è impegnato, gli facciamo un grande applauso per suo figlio Matteo. Speriamo che tutto vada per il meglio”.

In prima fila le autorità, dal vescovo Fumagalli al questore Suraci, passando per il prefetto Piermatti, Fioroni, Mazzoli, sindaco Michelini e vice Ciambella, consiglieri comunali.

“Quelli provinciali non ci sono – scherza Mecarini – li ha “fatti fuori” tutti Mazzola”. Il presidente di palazzo Gentili ride. Le autorità, ma il colpo d’occhio guardando la sala è il bianco e il rosso delle uniformi di tanti facchini.

Lo nota il prefetto Rita Piermatti intervenendo: “Vi sono tanto, tanto vicina”. E il sindaco Michelini si concentra sull’attualità del significato del trasporto. Che quest’anno in particolare guarda a chi soffre.

Lo hanno voluto dal Sodalizio. Un pensiero speciale alle popolazioni terremotate, ricordate dal deputato Mazzoli.

Ad Alfredo Fazio e Sandro Lucarini, il riconoscimento del Sodalizio per i 50 anni di Minimacchina del centro storico.

Il vescovo Fumagalli incoraggia la squadra di eroi che stasera porteranno Gloria e il presidente della provincia Mazzola insieme ai facchini si sente in famiglia.

Anche grazie al gemellaggio con l’associazione del Cristo risorto di Tarquinia, di cui è sindaco. E si cimenta in un classico “Evviva santa Rosa!”.

Emozionato, il presidente emerito Lorenzo Celestini, ricordando quando l’altra sera il capo facchino Sandro Rossi l’ha chiamato a portare in processione il corpo incorrotto di santa Rosa.

“Mi ha fatto tornare alla mente – spiega commosso Celestini – il mio primo trasporto”.

Quello di stasera rimarrà negli annali. “L’ennesimo passaggio a via Marconi. So cosa significa. Anche quest’anno Nello è con voi”. Il padre, fondatore del Sodalizio, scomparso di recente. “Siamo tutti figli di Nello – interviene Mecarini – e tu, Lorenzo, sei nostro fratello”.

Giuseppe Fioroni c’era quando 30 anni fa la macchina a santa Rosa si è inclinata e Nello Celestini ha ordinato il secondo “Sollevate e fermi!”. Ripetuto quest’anno in ricordo di quell’impresa.

“Un gesto importante – osserva Fioroni – voluto dal Sodalizio pensando alle persone stremate dal terremoto. Vuol dire forza, risollevatevi. Sottolinea la volontà e la voglia di rimanere e rialzarsi.

Io ho fatto diverse cose nella mia attività, ma se ho un ricordo per cui vale la pena l’impegno, non è stato fare il sindaco, ma fare il sindaco il 3 settembre”.

Tanti anni fa diversi oggi ancora in formazione c’erano quella sera. Oltre a Rossi e Mecarini.

“Se non c’era santa Rosa – ricorda Mecarini – non so come sarebbe finita. Grazie alla nostra patrona e alla voce di Nello.

Lasciammo la macchina che dava le spalle alla chiesa. Nello ce lo ha chiesto e l’abbiamo fatto. Pesava tanto. La paura faceva novanta. L’abbiamo fatto, siamo usciti sconvolti, ma ce l’abbiamo fatta.

Da allora la macchina è stata pesata e date misure massime e da allora il trasporto è stato affidato al Sodalizio”.

Incontro denso d’emozioni. Pure il capo facchino Sandro Rossi non trattiene le lacrime.

“È una giornata particolare – osserva il capo facchini Sandro Rossi – stasera serve una prova non di forza, ma di cuore. Salire da via Marconi si fa solo col cuore.

Quando siamo insieme, uniti e forti, possiamo fare qualsiasi cosa. Due anni fa non abbiamo voluto strafare e non arrivare al Sacrario. Quest’anno il triennale, il Giubileo e il fatto che il trasporto cade di sabato ci ha spinti ha volerlo fare. Sarà una cosa meravigliosa, da raccontare ai vostri figli.”.

Il costruttore Raffaele Ascenzi è anche lui visibilmente emozionato: “Ho nel cuore tutti i facchini, quelli che stasera porteranno Gloria in trionfo e quelli che non ci sono più.

Nuovi facchini, voi avete fratelli che saranno sempre con voi”.

Standing ovation per don Alfredo Cento, che sul palco augura buon trasporto. Rimarrà il cappellano del Sodalizio, anche quando assumerà il nuovo incarico non più a Viterbo.

Sono le 14.15 quando tutta la formazione si posiziona sui gradini di palazzo dei Papi. Foto di gruppo e poi la novità, qualche scatto con i ragazzi Jupiter. Quindi si parte per il giro delle sette chiese.

Il giro è cadenzato. Dopo la foto di rito e quella con i ragazzi Jupiter, a piazza della Morte, omaggio a Santa Giacinta Marescotti. Ogni facchino riceve una foglia. Di buon auspicio. Quindi al chiesa di santa Maria Nuova,  Sant’Angelo in Spatha.

A piazza della Repubblica, sosta al monumento al Facchino. Quest’anno particolarmente breve. Le tribune e le sedie posizionate hanno occupato molto spazio.

Al Sacrario omaggio ai Caduti, un minuto di silenzio. Poi verso la Trinità, chiesa di san Francesco, dove i facchini rinnovano il patto d’amore verso santa Rosa.

Quindi l’omaggio al corpo incorrotto della santa Patrona.

“Mancano poche ore a trasporto. Il giro delle sette chiese è per voi un ottimo allenamento – dice il vescovo Fumagalli in chiesa – non solo fisico ma soprattutto spirituale.

Gloria è una macchina importante, perché all’apice c’è santa Rosa. So che è la devozione a farvi trasportare una macchina così pesante. Per questo non dovete mai perdere l’aspetto spirituale della festa.
Siete un gruppo, una squadra. Pronti a supportarvi nei momenti di difficoltà.  Non sarà l’uno o quel facchino questa sera a trasportare la macchina. Ma lo farete tutti insieme. Con un solo animo”.

Infine, il ritiro ai Cappuccini. Da via IV Novembre, al passo della marcia dei bersaglieri.

Giuseppe Ferlicca

 


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