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Fatture tarocche, al via il processo

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Franco Fiorito

Franco Fiorito

Paolo Gianlorenzo

Paolo Gianlorenzo

Viterbo – Fatture tarocche, via al processo.

Prima udienza, giovedì 8 settembre, per ‘Francone’ Fiorito e Paolo Gianlorenzo.

Il “Batman” di Anagni e l’ex direttore di “Nuovo Viterbo oggi” rispondono del plico di fatture falsificate per screditare Francesco Battistoni, ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio.

Gianlorenzo è imputato per diffamazione, per aver pubblicato su un sito l’intero dossier taroccato. Fiorito anche per la calunnia a danno dell’allora coordinatore regionale Pdl Vincenzo Piso e della sua segretaria Maria Ludovica Nasonte, incolpati dal “federale di Anagni” di aver falsificato le fatture. Azzerata l’accusa di falso: reato depenalizzato. 

Per il pm titolare dell’inchiesta, Massimiliano Siddi, il dossier taroccato doveva servire a gettare fango su Battistoni, ‘colpevole’ di aver scoperto gli ammanchi nelle casse del gruppo Pdl. La contabilità, setacciata da due professionisti, finisce presto al cospetto dei magistrati Alberto Caperna e Alberto Pioletti. E’ l’inizio dell’inchiesta-scandalo sulle spese pazze coi soldi dei contribuenti che fa finire ‘Francone’ in manette e una fiumana di ex consiglieri regionali nel registro degli indagati. Più di qualcuno, come Carlo De Romanis, viene prosciolto. Ma non Fiorito, condannato in primo grado a tre anni e quattro mesi per peculato.

Secondo le indagini, il plico di fatture false era parte integrante della strategia di Fiorito: difendersi attaccando e accusando tutti di spendere e spandere. Le fatture false, allora, con quegli  importi gonfiati, potevano far passare il concetto che Battistoni in primis aveva chiesto rimborsi illegittimi per cene di lusso, comunicazione e pubblicità. 

L’ex capogruppo Pdl è parte civile.

 


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