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Fatture tarocche, partito il processo

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Franco Fiorito

Franco Fiorito

Viterbo – Fatture tarocche, partito il processo.

Dopo il passaggio degli atti dal giudice Giacomo Autizi alla collega Rita Cialoni è iniziato oggi il processo che vede coinvolti Franco Fiorito e Paolo Gianlorenzo.

I due, devono rispondere del plico di fatture falsificate ai danni dell’€™ex capogruppo del Pd alla regione Lazio Francesco Battistoni.

Gianlorenzo, ex direttore di €œ”Nuovo Viterbo oggi” è imputato per diffamazione, per aver pubblicato su un sito l’€™intero dossier taroccato. Fiorito, il Batman€ di Anagni, anche per la calunnia a danno dell’€™allora coordinatore regionale Pdl Vincenzo Piso e della sua segretaria Maria Ludovica Nasonte, incolpati di aver falsificato le fatture.

Depenalizzata, invece, l’€™accusa di falso.

Stamattina l’ammissione prove con la presentazione della lista testimoni da parte dell’accusa e della difesa.

In tutto ci sarebbero una ventina di persone da ascoltare, oltre ai due imputati e alle parti civili ovvero l’ex capogruppo regionale del Pdl Francesco Battistoni e la sua segretaria.

Secondo il pm Siddi, il dossier taroccato serviva a gettare fango su Battistoni, “€˜reo”€™ di aver scoperto gli ammanchi nelle casse del gruppo Pdl. La contabilità finisce presto al cospetto dei magistrati Alberto Caperna e Alberto Pioletti. E’€™ l’€™inizio dell’€™inchiesta-scandalo sulle spese pazze coi soldi dei contribuenti che fa finire Franco Fiorito in manette e una serie di ex consiglieri regionali nel registro degli indagati.

Molti sono stati prosciolti. Ma non “Francone”€, condannato in primo grado a tre anni e quattro mesi per peculato. Secondo le indagini, il plico di fatture false era parte integrante della strategia di Fiorito: difendersi attaccando e accusando tutti di spendere e spandere.

Dopo l’udienza di oggi, il processo proseguirà i primi di marzo quando saranno ascoltati i primi cinque testimoni dell’accusa.

Il giudice Rita Cialoni si è comunque riservato di diminuire il numero dei testi totali, che attualmente sono circa venti, tra quelli del pm e quelli delle difese.


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