Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Laura Testa, madre di un ragazzo di 16 anni costretto a convivere con le problematiche del servizio Cotral.
– Gentilissima redazione di Tusciaweb,
Mi chiamo Laura Testa, e sono la mamma di un ragazzo di 16 anni che ha avuto la brutta idea di andare a scuola a Viterbo.
Brutta non per la scelta dell’istituto Itis di Viterbo, ma per il sacrificio a cui è costretto, insieme a tanti altri ragazzi, ad affrontare il viaggio di ritorno a casa.
I ragazzi dell’Itis di Viterbo, tre volte a settimana escono da scuola alle 13,10 e l’autobus per Corchiano parte alle 13,10.
Il controsenso della situazione è che questi ragazzi hanno la scuola sita praticamente sopra il deposito Cotral di Riello, eppure sono costretti a tornare a casa sei giorni su sei sempre tra le 15 e le 15,15, con un’attesa di un ora in giro per Viterbo e un’altra ora di viaggio, perché la scuola non concede 10 minuti di uscita anticipata.
Giovedì 15 e venerdì 16 settembre avevamo visto un piccolo spiraglio di luce a questa questione, perché il Cotral aveva fornito il tanto agognato secondo bus, che consente a tutti i ragazzi di usufruire del servizio per il quale si paga l’abbonamento annuale.
Ma l’assurdità è che anche questo secondo bus parte da Riello alle 13,05, contemporaneamente all’altro, lasciando a piedi i ragazzi dell’istituto sopra citato, e alcuni delle altre scuole che sono costretti a correre nel traffico cittadino per riuscire a prenderlo e non sempre ci riescono.
Altra problematica si è verificata sabato 17 settembre, quando l’autista del bus delle 13,05 ha costretto a scendere dal mezzo superaffollato almeno dieci studenti, mio figlio compreso, perché il servizio garantito nei giorni precedenti del secondo bus, è invece annullato nella giornata del sabato.
Ora mi chiedo, anzi chiedo alle grandi e alte menti della società Cotral, è tanto complicato far partire il secondo bus alle ore 13,15 così da smaltire e ripartire la richiesta dei tanti studenti?
Se le scuole sono aperte anche il sabato perché il servizio non viene garantito anche in questa giornata visto e considerato che l’abbonamento che paghiamo è per l’intero anno scolastico?
Perché ci sono paesi come Canepina e Vallerano (per citarne alcuni) che hanno almeno quattro bus per il rientro ed alcuni dei quali viaggiano addirittura quasi vuoti, mentre i ragazzi di Corchiano sono costretti a viaggiare in situazioni disumane o addirittura a tornare a casa con un ora venti minuti di tempo rubato a tutte le loro attività a causa del disservizio causato dal Cotral.
Gli studenti di Corchiano sono diversi dagli altri? I soldi delle famiglie Corchianesi per gli abbonamenti sono meno buoni di quelli dei cittadini di Canepina, Vallerano, Vignanello?
Sono una mamma esasperata, saluto e ringrazio voi di Tusciaweb che avete sposato la nostra causa da tempo.
Laura Testa
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