Viterbo – Tra i 115 jihadisti cacciati dall’Italia ce n’è anche uno espulso da Viterbo. Si tratta di Karim Sassi.
Sedicente cittadino libico, sarebbe stato segnalato come soggetto radicalizzatosi in seguito all’indottrinamento di un ex detenuto libico. Lo riporta il quotidiano romano il Tempo.
E’ tra i 115 fanatici dell’Islam espulsi dal 2015 dal ministro dell’interno Alfano. Tra questi ci sono condannati per terrorismo, predicatori, indottrinatori, aspiranti foreign fighters e imam.
Sarebbero arrivati con gli sbarchi. Tanti altri invece sarebbero titolari di permessi di soggiorno per motivi di lavoro o studio. In alcuni casi si tratterebbe di radicalizzati che avrebbero indottrinato altri soggetti o compagni di prigionia (è il caso di Karim Sassi, indottrinato da un ex detenuto tunisino).
Nella lista non mancano neppure gli imam, l’ultimo espulso giovedì scorso. “Si tratta di un marocchino di 33 anni – spiega il ministro Alfano -, segretario della comunità islamica di Treviso e provincia e, in assenza del titolare, imam. E’ stato allontanato, per motivi di sicurezza, con un volo Fiumicino – Casablanca”. L’uomo avrebbe disprezzato i principi dello stato italiano, come la parità tra uomo e donna.
Dallo scorso anno, sono dodici gli imam espulsi. I rimpatri complessivi invece sono 115, quarantanove dei quali eseguiti nel 2016.
Oltre a Karim Sassi (espulso da Viterbo) dal Lazio, come riporta il Tempo, è stato allontanato:
– Nabil Ougui (Civitavecchia). Marocchino, in carcere avrebbe pronunciato frasi inneggianti ad Allah lasciandosi andare anche a pesanti esternazioni contro la Francia
– Mohamed Hachemi Triki (Latina). Tunisino, avrebbe distribuito vicino a una moschea di Latina materiale del movimento Hizb-i-Tahrir. Aveva anche documenti riferibili all’Isis
– Mohamed Hamdi (Roma). Tunisino, voleva andare in Siria per unirsi alla jihad
– Hichem Bouafia (Roma). Tunisino, voleva andare in Siria ed era in contatto con il gruppo terroristico Ansar Al Sharia



