Viterbo – Mori contro Pd, è scontro in consiglio provinciale.
Ormai un classico. Non c’è riunione a palazzo Gentili in cui la maggioranza non si esibisca in scaramucce e contrasti vari. Figurarsi quando c’è da approvare il bilancio.
Così è andata ieri. Duro faccia a faccia, da una parte Moderati e Riformisti e dall’altra il presidente Mauro Mazzola.
Accusato da Livio Treta e gli altri Mori di non condividere nulla, lavorare in solitaria. Un presidente solo al comando.
Il diretto interessato non si è trovato molto d’accordo con l’analisi dei suoi consiglieri di maggioranza. E lo ha detto senza eccessivi giri di parole. Lo stile di Mazzola è noto. “Sono sempre aperto e a disposizione di tutti”. Forse sono i consiglieri a non volersi appassionare come dovrebbero delle vicende a via Saffi.
E poi le difficoltà in maggioranza da parte di Moderati e riformisti non nascono in provincia. Sono la conseguenza di rapporti tesi altrove. Università agraria, comune di Viterbo oppure Tarquinia. Che poi si ripercuotono su palazzo Gentili.
Nonostante lo scontro, però, alla fine Mori hanno comunque votato il bilancio. Ma la tensione resta alta. E per fortuna.
A un ente con poche competenze residue, pochissimi soldi da investire, almeno qualcosa è rimasto.
La litigiosità della coalizione che la amministra. Da vecchia a nuova provincia, non è cambiato nulla. Rassicurante.

