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Morta nel congelatore, chiuse le indagini

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Rossana Bramante

Rossana Bramante

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Morta nel congelatore, chiuse le indagini.

E’ arrivato pochi giorni fa il 415 bis, l’avviso di conclusione delle indagini, nei confronti dell’82enne Ivo Bramante, unico indagato nella vicenda della sorella Rossana, trovata morta dentro a un congelatore in una casa di Ronciglione.

L’uomo, difeso dall’avvocato Marco Marcucci in collaborazione con il collega Matteo Moriggi, non è però accusato di averla uccisa.

Su di lui gravano tre diverse ipotesi di illecito: la morte come conseguenza di altro reato (ovvero l’abbandono), l’occultamento di cadavere e la truffa ai danni dello stato, per essersi impossessato della pensione della donna dopo il decesso.

La vittima, 79enne originaria di Castelnuovo di Porto, aveva il corpo dilaniato dalle piaghe da decubito e nessuno si è mai preoccupato di medicargliele. Era cieca, almeno dal 1987, e probabilmente ha anche patito la fame.

Gli esami tossicologici confermano che non ci sono segni di avvelenamento, né di violenza. La morte, in pratica, sarebbe sopraggiunta lentamente, dopo un periodo di totale solitudine.

Ora la difesa di Ivo Bramante valuterà cosa fare alla luce di questo 415 bis. Non è escluso che i legali chiedano di far sottoporre l’anziano, che già da tempo vive in una casa di cura, a un interrogatorio.


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