Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Lo scorso 28 luglio ricorreva il 60esimo anniversario della morte del famoso matematico italiano Luigi Fantappiè.
E’ con grande rammarico e disappunto dover constatare che tale ricorrenza sia stata ignorata proprio da Viterbo, sua città natale.
Il disinteresse e -passatemi il termine- menefreghismo nei confronti di questo illustre personaggio viterbese, ha lasciato a dir poco basita la sottoscritta (che risiede in un piccolo paese poco distante da Como).
Ho avuto il piacere di visitare e conoscere Viterbo per la prima volta nel 2001 su gradito invito di Maurizio Federici, all’epoca consigliere comunale e promotore di una nobile iniziativa tesa ad istituire una fondazione a nome di Luigi Fantappiè.
Purtroppo nonostante il suo impegno, la sua passione ed il gran lavoro svolto in tutti questi anni (basti pensare ai convegni ed incontri indetti con la partecipazione di importanti matematici, fisici italiani e stranieri) non gli è stata concessa l’opportunità di raggiungere l’obiettivo prefissato.
Perché? La domanda ha una sola ed inequivocabile risposta: indifferenza.
Amo Viterbo che considero la mia seconda città. Ho abbracciato i suoi usi, costumi, cultura ed in primis la sua meravigliosa gente.
Tanto è l’affetto e la stima che nutro per questa incantevole città, maggiore è l’amarezza di fronte a così tanta apatia dimostrata verso il suo più illustre cittadino.
Il prossimo 15 settembre ricorrerà il 105esimo anniversario della nascita del grande matematico.
Auspico vivamente –almeno per questa occasione- che Viterbo porti all’attenzione dei suoi cittadini e non , la figura di Luigi Fantappiè, ricordandolo come uomo e non solo come istituto scolastico.
Gisella Quaranta
