Tuscania – Bilancio, ambiente, servizi sociali e lavori pubblici.
Il sindaco di Tuscania Fabio Bartolacci sciorina gli interventi a poco più di due anni dal mandato.
“Sono stati due anni complicati – dice Bartolacci – con un’amministrazione che partiva con enormi difficoltà di bilancio. Quando siamo arrivati, c’era stata annunciata la dichiarazione di pre dissesto.
Dopodiché, un’altra grana che abbiamo dovuto affrontare, è stata quella dell’Imu agricola: un importo di circa 1,5 milioni di euro.
Solo grazie a un lavoro fatto dall’amministrazione, e in particolare da me e dall’assessore al Bilancio, siamo riusciti a convincere Mef e Ifel che si trattasse di una cifra esorbitante per il nostro paese e che andava rivista. Così è stato e siamo arrivati a un milione.
Di questo, però, abbiamo incassato solo 750mila euro per il 2014 e altrettanto per il 2015. Con un buco, quindi, di 500mila euro a cui si aggiungono 300mila euro di tagli del governo.
Partendo da ciò, l’unica cosa che potevamo fare, per non aumentare le tasse, visto che non ne abbiamo alcuna intenzione, era tagliare gli sprechi. Sprechi che, per noi, sono i soldi che non vengono usati per le esigenze della pubblica amministrazione”.
Sui Servizi sociali: “Abbiamo iniziato a monitorare il consorzio ed è emerso che quelli degli enti non possono più essere considerati tali e che vanno ristrutturati. La legge, tra l’altro, impone la chiusura delle partecipate da parte di tutti i comuni.
Noi, nonostante abbiamo già adottato nel Dup un processo di liquidazione, siamo orientati per la trasformazione del consorzio in azienda speciale.
A questo, si lega un piano occupazionale che il comune sta studiando con dei tecnici per eventuali forme di mobilità per qualche figura professionale. Se la legge lo prevede.
Passeremo da una gestione politica a una tecnica di questa fase per risolvere i problemi come è stato fatto, a suo tempo, tra Cev e Francigena o tra la Mastarna e la fondazione”.
Quindi in materia di Ambiente. “Abbiamo messo in sicurezza il depuratore che funziona perfettamente. Stiamo facendo ricorso al consiglio di stato per non entrare in Talete, perché non ci interessa – spiega il sindaco -.
Ciò non toglie che resta il problema arsenico per due impianti, pagati un milione di euro, che non funzionano e che non mi hanno permesso di revocare l’ordinanza di non potabilità dell’acqua.
Ci troviamo quindi in una fase difficile e la cosa che più ci addolora è che la Regione ha dato fondi a comuni dentro Talete e non quelli fuori come se, nel Viterbese, ci fossero cittadini di serie A e B. Non lo accetto”.
E’ arrivata l’ora di “differenziare”. “Sui rifiuti, abbiamo assegnato l’appalto per la realizzazione dell’ecocentro. L’assessore all’Ambiente ha presentato un progetto, a costo zero, che noi abbiamo condiviso, e che presenteremo alla cittadinanza entro il mese di ottobre. Daremo dunque i tempi per l’attivazione delle procedure per poter assegnare, come prevede la legge, in una gara di evidenza, la gestione della differenziata”.
Interventi anche sulle scuole. “Abbiamo fatto un grande lavoro. Siamo in attesa di due milioni di finanziamenti per la messa in sicurezza degli edifici. Per quanto riguarda la Gescal e la materna ho avuto ampie garanzie che le strutture sono idonee per le attività. Lo stesso per l’asilo. Abbiamo, inoltre, tolto gli alberi pericolanti dall’esterno che non permettevano ai ragazzi di scendere in giardino”.
Bartolacci illustra anche il piano per le strade: “Priorità alle arterie a grande percorrrenza, come sull’Olivo e abbiamo aperto una bretella che è indispensabile il problema del traffico in via Tarquinia che collega via D’Ancarano con via Kennedy.
Faremo una serie di sensi unici proprio per evitare che, durante il periodo estivo, possano esserci delle file che creano ingorghi. Abbiamo in programma la sistemazione della strada che sta vicino all’asilo e poi della Piansanese. Già per il 2017, ci sono altri interventi che andranno a sistemare le parti interne delle vie che vengono usate in maniera più privata”.
Cultura e turismo, per Bartolacci, tornano protagonisti: “Dalla verifica di patrocini e autorizzazioni, da quando ci siamo noi, sono stati 200 gli eventi fatti tra pubblici e privati. C’è chi si lamenta per il problema dei rumori e della musica la sera, ma, tutto sommato, ora, la città è più viva.
Prima via Roma era un deserto, non c’era più una festa. Erano anni che non si facevano i fuochi d’artificio per le feste patronali e le luminarie di Natale, che fanno la tradizione cristiana e danno l’idea dello splendore della natalità, non si sapeva più nemmeno dove fossero.
Siamo partiti da queste due sciocchezze per far sentire i tuscaniesi orgogliosi di quello che si sta facendo. A tutto ciò si aggiungono una serie di iniziative di carattere culturale che hanno aumentato il flusso dei turisti. Siamo arrivati a 260 posti di albergo diffuso, che vengono usati, e all’apertura di 29 nuove attività. Questa mi sembra la risposta migliore che possiamo dare.
Lo scopo è quello di riprendere le tradizioni del paese, da Sant’Antonio, alla fiera ai santi Martiti e rivitalizzarle con le nuove, come la Lavanda, la cioccolata a squajo e la Notte bianca. Iniziative che, spero, andranno consolidandosi”.
Bartolacci pensa al futuro: “Dobbiamo mettere in sicurezza l’amministrazione, il bilancio e consolidare quelle che sono le condotte idriche e le scuole. Cose che la gente si aspetta siano funzionanti e che spesso non lo sono.
Sono stati due anni faticosi, affascinanti e impegnativi. Devo ringraziare la mia squadra che ha lavorato senza lesinare il tempo, che si è impegnata ed è presente e che ha un rapporto con la comunità eccezionale.
Fa sentire i cittadini vicino all’amministrazione, proprio perché l’amministrazione stessa si considera prima di tutto un cittadino. Questa è la cosa che più mi fa sentire orgoglioso di quello che ho fatto. Le critiche ci stanno, ma alla fine, so che dentro le proprie case, le persone sono molto intelligenti e sanno chi lavora e chi no”.
Paola Pierdomenico
