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Il referendum e il Bomba… per santa Barbara

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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Era scritto nella storia che la data giusta per cambiare la costituzione non poteva che essere il 4 dicembre e il governo l’ha scelta, consultando magari prima Wikipedia, l’enciclopedia prèt a porter di internet.

I precedenti, infatti, in materia di cambiamenti storici epocali nelle istituzioni, lì vengono scrupolosamente annotati.

Vi si scopre così che proprio il 4 dicembre nel 1976 ci fu un’altra grande riforma.

Non da noi ma nel Centroafrica dove un signore di nome Jean Bedel e di cognome Bokassa cambiò la costituzione da repubblicana in monarchica e nello stresso giorno dell’anno dopo, dato che c’era e nessuno poteva lamentarsene, pensò bene di mettersi sulla testa una corona d’oro e diamanti e, come Napoleone, proclamarsi imperatore.

Cinque anni dopo fu la volta di un’altra riforma, quella della costituzione cinese del 1982, approvata con le garanzie democratiche di quello stato, tanto note soprattutto ai manifestanti scesi nel 1989 in piazza Tenanmen a contestarla e massacrati.

Andando più indietro nel tempo c’è un altro democratico che scelse il 4 dicembre del 1943 per proclamare dall’esilio la costituzione dell’allora Jugoslavia, di cui divenne poi padrone assoluto.

E certamente chi ha scelto questa data per dare all’Italia la costituzione che la farà diventare “più grande e più bella che pria”, come declamava il Nerone di Petrolini, avrà pure considerato che il 4 dicembre 1563 si chiuse il Concilio di Trento che approvò la controriforma della Chiesa cattolica, con seguito anche di roghi e intolleranze, quella che a fatica il papato da qualche decina d’anni è impegnato a cambiare.

Insomma, proprio il giorno giusto e un capo del governo come Matteo Renzi, in gioventù soprannominato il Bomba, non poteva non sceglierlo, anche perché dedicato a santa Barbara, patrona di quanti maneggiano esplosivi e pure dei Vigili del Fuoco, i benemeriti che ci salvano da disastri e calamità.

Speriamo bene.

Renzo Trappolini


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